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Lino Patruno a Lucera, all'insaputa dei più
 

Un appuntamento importante ma non pubblicizzato affatto e, di conseguenza, non condiviso con la città che pure avrebbe gradito - e molto - se consideriamo quanto a Lucera si stia ingrossando il numero di coloro che trovano giusto e doveroso rileggere quella storia che parte dal 1860; basti pensare alla folta partecipazione di cittadini alle presentazioni di Terroni e Giù al Sud di Pino Aprile.
Si è parlato, quindi, ancora di nuovo meridionalismo, mercoledì 14 novembre al Circolo Unione, con Lino Patruno, figura di rilievo nello scenario a tinte forti che si sta definendo su cosa sia stato il Risorgimento e il secolo e mezzo seguito all'invasione delle provincie meridionali da parte dei Piemontesi. Il giornalista, già a lungo direttore della Gazzetta del Mezzogiorno, è venuto a presentare Ricomincio da Sud, il libro uscito dopo il successo di Fuoco del Sud. Nonostante la scarsa presenza in sala - solo quindici persone e lo scriviamo con grande rammarico - Patruno si è speso come se ne avesse cinquecento ad ascoltarlo, descrivendo un Sud che si muove verso il riscatto, anche se il pensiero dominante che alberga in tanti Meridionali, non solo nella protervia leghista, lo dipinge sempre arretrato, assistito, rassegnato e incapace di rialzarsi. Ma è qui che si colgono i segni di un vero cambiamento perché è tutto un fiorire di saperi e nuove sfide, e negli ambiti più disparati; l'autore cita una lunga serie di piccoli e grandi miracoli, in diversi ambiti a cominciare da quello produttivo, che costellano il territorio al di quà del Garigliano e che propongono all'intero Paese e al resto del mondo un Mezzogiorno fecondo di idee e nuove opportunità. Ma manca ancora la capacità di sapersi raccontare e, soprattutto, riconoscersi. Per Patruno, i tempi sono maturi perché il Sud faccia un passo in avanti; che sia capace di vedere il bicchiere mezzo pieno e non più mezzo vuoto; che sappia fare piazza pulita dei pregiudizi verso se stesso. C'è stato uno spreco di Sud, perché per centocinquanta anni una considerevole parte del Paese è stata tenuta in condizione di inferiorità, a vantaggio del Nord; meno soldi, meno infrastrutture, meno sviluppo, meno dignità. Tuttavia, i Meridionali hanno contribuito a rendere l'Italia una delle prime potenze industriali, pur continuando ad essere considerati una palla al piede della Nazione.                     
Anche Lino Patruno è convinto che tutto ripartirà dal Sud, perché il sistema economico del Settentrione è ormai maturo, non può più crescere e, nei rivolgimenti in atto, con i paesi africani che accelerano, il Meridione d'Italia, al centro del Mediterraneo, crocevia tra oriente e occidente, tra nord e sud del mondo, avrà un ruolo nuovo e strategico.
Passerà del tempo, forse una generazione, ma la strada è segnata. 

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