"Il Sud vuole equità, quindi, un valore universale per tutti. Perciò, non può essere leghista". Con queste parole, che contengono per intero il senso del nuovo meridionalismo, Pino Aprile ha concluso l'incontro, organizzato dal Laboratorio politico Sale della Terra, venerdì 13 gennaio 2012 al Teatro Il Piccolo della Parrocchia di Santa Maria delle Grazie a Lucera, per presentare Giù al Sud, perchè i Terroni salveranno l'Italia, il suo ultimo libro, dopo il grande successo di Terroni, pubblicato nel 2010.
Giù al Sud è un reportage sui luoghi e sull'anima del nuovo Sud e Pino Aprile lo ha raccontato percorrendone il tratto con leggerezza, evidenziando le fattezze di una storia che si avvia a essere tutt'altra cosa rispetto al passato, perchè prende le mosse dall'impegno, dalla tenacia e dalla dignità di tanti giovani che "non sono della nostra specie" e che stanno recuperando l'orgoglio delle loro radici.
Una generazione di ragazzi, nel profondo Sud, sta rifondando la Calabria e con quella regione rifonderanno anche l'Italia, secondo il giornalista. Avviene che in tanti decidono di non abbandonare quella terra; di rimanere per togliere il marcio che mina la speranza e lo sviluppo.
Pino Aprile lo ha confessato: "Credevo di sapere del Sud e, invece, mi sono accorto di sapere poco" e, soprattutto, ignorava, come la stragrande maggioranza del Paese, - "il Sud non ha voce perchè non ha media nazionali" - quale crogiuolo di idee e storie di rinascita sia diventata la Calabria. Dove cresce una formidabile generazione di cronisti antimafia che, in mancanza di testate giornalistiche, aprono i blog per denunciare le malefatte; dove un sindaco, a fronte dello spopolamento del suo comune, si affida agli immigrati e reinventa la comunità e il tessuto produttivo per costruire opportunità e futuro per tutti; dove ragazzi si lanciano nella produzione di olio di alta qualità, pur duramente avversati dalle organizzazioni malavitose, e non desistono.
Restano in Calabria, restano al Sud, questi giovani, perchè non sia più terra di emigrazione, di senza patria, ma luogo in cui si progetta una società migliore, un'Italia migliore, aperta agli altri, in quanto le differenze sono i veri valori.
I Terroni salveranno l'intero Paese, secondo Pino Aprile, perchè il sogno che vuole realizzare la Gente del Sud non potrà che favorire anche i Fratelli d'Italia del Nord, ma solo dopo avere spezzato le catene che costringono, da 150 anni, il Mezzogiorno nella condizione di colonia interna, abitata da un popolo sconfitto a cui tocca consumare i prodotti degli altri; un paese minore in cui non si crea lavoro, ma si assegnano stipendi; e con l'ipertrofia amministrativa crescono e si moltiplicano le piovre mafiose e gli interessi di pochi.