La maleducazione è merce che a Lucera non conosce crisi; un'attitudine mai soggetta ad alcuna spending review, per usare un linguaggio alla moda. E' prerogativa di tanti cittadini (?) pensare che strade, piazze e ogni spazio pubblico siano estensioni della propria abitazione; luoghi dove fare di tutto e di più, nello spirito del motto "sono a casa mia e faccio quello che voglio".
Sull'incapacità di alcuni di comprendere la necessità e il dovere di rispettare la città si è parlato e discusso in ogni dove, ma non sembra che appelli, rimproveri e indignazione siano serviti a molto. Nulla è cambiato.
Ultimamente, nelle zone in cui sono stati rimossi i cassonetti dell'immondizia, a seguito del passaggio al servizio di raccolta differenziata porta a porta, c'è chi, giustamente, rivendica da parte della pubblica amministrazione, la dislocazione di contenitori in cui depositare quei rifiuti minuti che si producono mentre si è in strada, per esempio, pacchetti vuoti di sigarette, involucri di panini, snack e dolciumi, fazzolettini di carta, lattine, bottiglie e quant'altro. Mancano; e ce ne vorrebbero diversi, perché in tanti non vogliono accodarsi alla schiera di coloro che non si fanno scrupolo di gettare tutto a terra.
Tralasciando, però, le inadempienze degli amministratori, ricalibriamo la nostra attenzione su Piazza Duomo e sulle sue adiacenze, meta - lo abbiamo riportato tante altre volte - di gente che non fa mistero di esibire comportamenti incivili. Persone che nella vita avranno certamente sentito qualcuno enunciare le regole della buona educazione, tipo un genitore, un parente o un insegnante e che, tuttavia, sporcano quasi con il gusto di farlo, perché, da quelle parti, i contenitori a cui si accenava sopra ci sono e chiedono solo di essere usati.
Così, tutto intorno alla Cattedrale si colgono le tracce dei bivacchi sui gradini degli ingressi laterali (sono molto in tra gli adolescenti) o delle soste più o meno lunghe sulle sedute presenti a ridosso del portale principale. E' chiaro che il centro cittadino non può essere lasciato in balia dei vandali, lo è già la periferia; perciò servirebbe maggiore sorveglianza, forse, anche qualche multa. Giusto per far capire, ai buoni e ai cattivi, che la Città d'Arte della Cultura e del Turismo non è un concetto astruso, con il quale si baloccano quelli che hanno la testa montata al contrario, ma un luogo da realizzare con tanto sacrificio e senso di appartenenza.
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