Il giorno del Consiglio comunale, 6 ottobre, la famiglia Morlacco riceve nuove minacce. Il telefono ha squillato in mattinata a casa del sindaco e, dall'altra parte della cornetta, una voce anonima ha consigliato di abbandonare lo scranno più alto di palazzo Mozzagrugno pena gravi ripercussioni. Vincenzo Morlacco era dai Carabinieri quando il presidente Melillo, nel pomeriggio, ha dato la notizia delle nuove intimidazioni giunte nella palazzina di piazza Lecce all'assemblea riunitasi per discutere importanti argomenti (tantissimi). Clima pesante in aula; intorno i parcheggiatori, gli imprenditoiri edili, i soliti cittadini (pochi) che seguono le sedute della massima assise, un carabiniere. Apprendiamo che i consiglieri Silvestre e De Pasquale hanno lasciato da giorni la Lista Morlacco e che il consigliere De Sabato si spoglia delle vesti di capo gruppo dell'Udc e si dichiara indipendente.
Il primo ad alzarsi è Ruggiero, "non ci sono le condizioni per affrontare il Consiglio comunale, oggi", fa notare il professore; dall'altra parte, Iatesta offre il rammarico della minoranza per quanto ancora capitato al sindaco e chiede un breve rinvio perchè egli possa conferire con calma con gli inquirenti. Bernardi, invece, l'attesa, la vuole più lunga, "perchè, avendo scelto il sindaco gli argomenti sarebbe logico concordare con lui tempi e modi per tornare in Consiglio comunale". Accomunati dallo stesso pensiero Pica e Dotoli; i due, infatti, propendono per una conferenza dei capi gruppo per decidere il da farsi. Tutti fuori.
Lunga trattativa, ma, al rientro in aula, nulla è stato deciso. Si propone, allora, il 16 ottobre, alle 16,30. Votano sì in quindici; due si astengono, dieci sono, con rabbia, per il no. Tra questi ultimi anche Pica e D'Andola. Seduta aggiornata a tale data, quindi, mentre non sappiamo dove sia il sindaco e cosa abbia detto ai Carabinieri; ci riferiscono, comunque, che domani (7 ottobre) sarà dal prefetto, Nunziante. Il programma ci riserva ancora due conferenze stampa. Comincia la minoranza, che accusa i dirimpettai di nascondere le divisioni dietro la solidarietà al sindaco e che la migliore risposta a chi minaccia è mantenere la schiena dritta e dare forza all'azione amministrativa senza esitazione e senza rinvii. Di tenore diverso, manco a dirlo, le dichiarazioni della maggioranza: il rispetto per il sindaco è massimo e sincero e nella prossima seduta del Consiglio comunale la nuova maggioranza, senza Pica e senza D'Andola, ha detto così Di Matto, dimostrerà di essere viva e vegeta, mentre alla minoranza toccherà solo fare opposizione.
Lasciamo l'aula annoiati, mentre battibeccano inutilmente con una giornalista di una televisione di Foggia; scendiamo le scale e ci raggiunge una voce che articola le uniche parole di verità delle ultime ore: "E' una città che non sa indignarsi, che non ha orgoglio; così saranno "loro" ad averla vinta. Sempre".