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I tentennamenti di Morlacco
 

E' come se questa città, che sorge su tre colli, al contrario fosse ormai affetta da un bradisismo negativo, un lento scivolare verso il basso, in una condizione di perpetuo declassamento rispetto al contesto circostante. Lucera sembra aver perso l'oriente, cioè la capacità di individuare un percorso, una strada, un altrove dove collocarsi, rispetto alla disperata realtà in cui si è cacciata.
Macerie; un orizzonte informe determinato da una bomba atomica silenziosa che sta destrutturando ogni cosa.

Vincenzo Morlacco, sindaco tecnico, uomo della società civile prestato alla politica per riequilibrare una nave riversa su un fianco, prossima ad essere ingoiata dai flutti, quella nave, non è ancora riuscito a trarla in salvo e per la gente comune, ora, sarebbe più facile leggere e decifrare i geroglifici egiziani che capire il suo pensiero.
Ha ripresentato la giunta azzerata, ma ha azzerato se stesso, rassegnando le dimissioni, che dovrebbero essere irrevocabili se facessimo riferimento a quanto egli dichiarò con forza, in giugno, dopo un consiglio comunale caldissimo e non perchè era disattivato l'impianto di condizionamento dell'aria, nell'aula di palazzo Mozzagrugno.

Sono giorni durissimi per il sindaco dimissionario; lo abbiamo visto partecipare alla processione del 16 agosto col volto contratto, fasciato di tricolore, tra il presidente della Provincia, Antonio Pepe, e l'assessore regionale, Elena Gentile. L'altro Gentile, Renato, colonna portante del governo Morlacco, per alcuni sindaco ombra, Santa Maria Patrona l'ha salutata in piazza Matteotti come un semplice cittadino dopo le fresche dimissioni da assessore.

Senza l'ex titolare della delega alle attività produttive, intenzionato ad aprire una fase nuova della sua esperienza politica, implicitamente ce lo aveva confessato una decina di giorni fa, Vincenzo Morlacco sembra più solo, anche se in tanti gli offrono compagnia e che "compagnia".
"Chi non decide è sempre un infelice", disse una volta qualcuno e il sindaco dimissionario, almeno politicamente, è il ritratto dell'infelicità.

Cosa farà Morlacco nei prossimi giorni? Ritirerà le dimissioni; abbandonerà il ponte di comando, dando ascolto all'Opposizione che con manifesti e volantini gli chiede di mandare tutti a casa e ridare voce all'elettorato? La città è in grande sofferenza; ha bisogno di una cura da cavallo, di responsabilità. Lo ha ricordato anche il vescovo, mons. Cornacchia, nel suo toccante discorso a conclusione della processione.
Al sindaco i cittadini chiedeno di non fare come Carlo Alberto, il sovrano sabaudo passato alla storia con l'appellativo di "re tentenna". E' il momento di decidere; meglio se nell'esclusivo interesse di Lucera.



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Vincenzo Morlacco, alla processione, tra il presidente Pepe e la Gentile
L'Opposizione chiede il rompete le righe
Mons.Cornacchia saluta un anziano durante la processione