Come tantissimi appassionati di musica, abbiamo sempre stimato Mariella Nava, non solo in quanto pugliese come noi, ma perchè è semplicemente brava. Brava cantante, brava autrice e questo lo sanno meglio di noi i "grandi" per i quali ha scritto canzoni, da Renato Zero a Gianni Morandi, passando per una star internazoionale come Dionne Warwick.
Mariella Nava ha tenuto un bel concerto in piazza Matteotti, la sera del 16 agosto, nell'appuntamento musicale che segna il clou dei festeggiamenti in onore di Santa Maria Patrona. Anche Simone Tomassini, nella seconda parte dello spettacolo, ha svolto bene il suo compito, sfoggiando, tra l'altro, ottime capacità canore. Certo, la piazza non era piena come in altre occasioni quando sul palco si sono esibiti nomi che hanno, o avevano, maggiore feeling con le classifiche di vendita, ma nessuno può sostenere che Mariella Nava sia artisticamente inferiore ai vari Raf, Max Pezzali, Irene Grandi, Le Vibrazioni, Alexia, Syria, Spagna, Fiorella Mannoia. E a questa compagnia potremmo aggregare anche qualche grande, tra quelli che hanno fatto tappa da noi, che di canzoni noiose e banali ne ha scritte e continua a scriverne.
La Nava, aiutandosi con un maxi schermo, ha cantato canzoni di sostanza, che non si sono mai affacciate magari nelle zone alte delle hit parade, ma che raccontano storie, le sue storie. E' un'artista che sa guardarsi allo specchio e non è abituata a mettere tra sé e il suo pubblico il velo della celebrità che rende tutto meccanico e un pò artificiale. Toccante l'omaggio all'immenso Mimmo Modugno con "Amara terra mia" , dedicata a tutti coloro che hanno un Sud da lasciare; piacevole e imprevista, almeno per noi, "Bocca di rosa" di Faber De Andrè; sontuosa "I'll never love this way again", successo internazionale di Dionne Warwick. E poi, la sua "Spalle al muro" scritta per "Renatino", lo Zero più grande del mondo. Non male davvero, e bravi quei ragazzi che l'accompagnavano. Un concerto da "sentire".
Simone è salito sul palco con in mano la popolarità di un Sanremo, di Music Farm e di alcune canzoni derivante dalla rotazione radiofonica, spicchi della sua gioventù in bilico tra Vasco Rossi e Gianluca Grignani, ma è rimbalzato anche verso Gianna Nannini e i Guns n' Roses. Un'esibizione dignitosa, senza inutili eccessi; chitarre distorte e solo voglia di essere un ragazzo normale che ama la musica e con questa cerca di vivere.
Non tutti i lucerini avranno gradito, ma non è colpa di Mariella Nava e Simone. Insomma, è un altro discorso.