Un mondo multicolore che ha dato una scossa al pigro agosto lucerino,
Zingaria 2008, festival multietnico di musica e danza tradizionale con stages e concerti a ballo, è stata la grande novità di questa estate.
Ben organizzata, intensa, simpaticamente esuberante, la manifestazione, per 5 giorni, ha aperto le porte di Lucera a gente che fa del viaggio una meta della propria esistenza; il viaggio che non appartiene ai chilometri da fare o alle città da vedere, ma a quel sentirsi partecipe di qualcosa che è in costante divenire, un conoscere perpetuo senza barriere. Un universo che non ammette confini e che sovrappone identità, storie, segni del corpo e dell'anima. Lucera si è ammantata di suoni antichi, inconsueti e forse lontani, disincagliati dal passato e dai vincoli geografici; speriamo ne abbia assorbito il senso.
Un paesaggio di persone, arrivate da ogni parte d'Italia e dall'estero per stare insieme, per ballare e continuare a conoscersi, per insegnare l'arte del confronto, ha abitato le piazze del centro storico e le ore della notte, proiettandoci in una dimensione di segno opposto rispetto ai globalizzanti modelli di vita che la società del consumo e della televisione a tutti i costi ci butta addosso ogni giorno.
I nostri complimenti a chi ha voluto e organizzato questo prezioso evento d'estate sono sinceri, così come sincera è la critica che rivolgiamo a coloro che, sempre pronti a guadagnare la scena quando si dibatte, a parole, di turismo, alla prova dei fatti si dimostrano inadatti e legati a vecchie logiche che poco hanno a che fare, ormai, con l'idea di sviluppo che è doveroso perseguire a ogni livello.