Alle 9 di sera, quando si è spento l'ultimo microfono, il sindaco, Vincenzo Morlacco, ha salutato il capannello di persone che ancora commentava quanto successo durante la seduta della massima assise cittadina. "Dopo una giornata come questa, finalmente si può andare a casa" ha detto il primo cittadino stanco e conscio di trovarsi in una situazione pesante, a capo di una maggioranza spaccata e in piena bufera che, forse, non riuscirà, con questo assetto, mai a risalire la china. Il Consiglio comunale, in zona Cesarini, ha votato il bilancio con 19 sì e 11 voti contrari, assente Vincenzo De Peppo. La votazione è avvenuta dopo che gli interventi dai banchi della minoranza non hanno risparmiato un intenso fuoco di fila. Ma gli attacchi portati da De Sabato, D'Andola, Iatesta e Dotoli sono stati niente rispetto alla bomba esplosa con l'intervento di Andrea Bernardi. Fuoco amico ad alzo zero. L'ex capogruppo del Pd ha dichiarato, anche a nome di Iannantuoni, Pica, Silvestre e De Pasquale, di aver votato un bilancio non condiviso per senso del dovere nei confronti del sindaco e dei cittadini, chiedendo il ritiro di tutti gli argomenti all'ordine del giorno, a cominciare dall'eolico e l'azzeramento della giunta, ritenendo arrivato il momento di governare sul serio dopo un anno in cui si è prodotto poco o niente. Non solo, Bernardi, sancendo la sua uscita dal partito democratico, ha inquadrato nel mirino anche il presidente del Consiglio comunale, Giuseppe Melillo, facendolo oggetto di una mozione di sfiducia. Alta tensione, la maggioranza sotto le macerie. Poi, solo la proposta di rinvio, a data da destinarsi, del Consiglio comunale approvata all'unanimità. Nella successiva conferenza stampa, il sindaco ha dato l'impressione di essere molto provato dalle difficoltà con cui si sta misurando, ma ha detto che, come non sono escluse le dimissioni, estrema ratio, non è escluso un allargamento della maggioranza. Intanto, la verifica dovrebbe partire nei prossimi giorni. |