GLI INTERVENTI NELLA SEZIONE "MICROFONO APERTO" RIFLETTONO IL PENSIERO DEGLI AUTORI CHE, QUINDI, SE NE ASSUMONO LA PIENA RESPONSABILITA' DI FRONTE ALLA LEGGE
Dal Comitato Intercomunale di Tutela e Difesa della Salute e del Territorio riceviamo e pubblichiamo il seguente comunicato stampa.
BONIFICA AMBIENTALE in tutte le direzioni della "GOMORRA" di Capitanata
"Gomorra dei Monti Dauni": è la definizione molto pertinente che il presedente della Regione Niki Vendola ha rilasciato, nella sua intervista ai giornali, all’indomani del sequestro e dell’arresto degli inquinatori di un’altra mega-discarica di rifiuti tossico-nocivi-pericolosi nella nostra martoriata Capitanata.
"Disastro ambientale": questo capo d’imputazione, tra i tanti addebitati, rare volte è stato contestato e trova un parametro in un recente analogo reato derubricato dalla Procura di Napoli per "soli" 58 mila tonnellate di rifiuti tossico-nocivi che, a fronte delle 500 mila tonnellate contestate dalla Procura di Foggia a Deliceto risultano una bazzecola e pongono la Capitanata ai vertici in campo europeo per la dimensione mai raggiunta delle zone inquinate. Nello stesso giorno del sequestro, il rapporto annuale di "Legambiente", ha collocato la Puglia al terzo posto di questo primato negativo, con la Capitanata, però, che concentra queste illegalità.
Questi vergognosi primati che andiamo accumulando, rendono urgente una messa in campo di energie sane e coscienza civile e democratica che sappiano incalzare le Istituzioni a compiere il loro dovere non solo nel necessario reprimere ma, anche, nel far pagare agli inquinatori il costo del disinquinamento come la Legge prescrive. Se l’assalto al territorio è compiuto in funzione del businnes che questo traffico procura, è nel danaro illecitamente accumulato che bisogna prosciugare e disincentivare questi appetiti. Se il disinquinamento dovrà accollarselo sempre la collettività - occorrono 350 milioni di euro per il risanamento di Deliceto! - essi si sentiranno sempre più invogliati, incoraggiati, come in una partita di giro, a perpetuare questa moderna imprenditorialità dei nuovi crimini contro l’umanità.
Avvelenare i fiumi, il mare che li accoglie e la terra e gli esseri viventi - è questo il disastro ambientale - a nostro modo di vedere, sono reati che stanno stretti anche nelle normali regole giuridiche di cui ogni Paese democratico è dotato. E’uno stato di guerra: non dichiarata ma sferrata quotidianamente, i cui costi, in vite umane, non sono quantizzabili sul campo perché perdurano nel tempo e incidono geneticamente. Probabilmente non siamo molto distanti dall’interessamento che il Tribunale dell’Aia dovrà, prima o poi, porre all’attenzione per far rientrare questi reati tra le sue prerogative. Le super-procure da istituire in Campania, di cui in questi giorni si dibatte, sono i segni, i primi vagiti, di riflessioni sulla ricerca di risposte più adeguate e più alte da contrapporre a questi crimini.
Da noi, invece, a fronte di una realtà gravissima che viene squarciata da questi sequestri che mostrano uno scenario concretamente inquietante, accumulato negli anni e debitamente non visto, non controllato, da chi doveva e poteva vedere e controllare, c’è chi, ancora, negando l’evidenza, si ostina a difendere l’indifendibile. Un danno ulteriore alla nostra terra da parte di queste teste di struzzo che interrano la paziente ma risoluta capacità che bisognerebbe avere per affrontare la realtà.
Domenica 8 giugno a Giardinetto è stata celebrata l’8° sagra dell’asparago: ortaggio intensivamente coltivato in tutta la zona. In mattinata è stato organizzato un convegno che ha visto la partecipazione di rappresentanti Istituzionali regionali, provinciali, della Camera di Commercio e delle associazioni dei coltivatori e delle cooperative. Il Comitato Intercomunale Salute e Territorio nonché una rappresentanza dell’Associazione "Noi donne di Capitanata" si sono recati all’interessante convegno dove si è discusso delle tecniche di coltivazione, delle varietà dell’ortaggio (bellissima la pregiata varietà viola), delle proprietà salutistiche e della commercializzazione. Uno scenario produttivo alla presenza dei tanti operatori del settore che inorgoglisce la Capitanata laboriosa e imprenditorialmente sana che sa mettersi sul mercato e competere. La presenza di tante donne produttrici è stato l’altro elemento di positiva sorpresa che ci ha portato, naturalmente, a dialogare tra donne, a sottolineare l’evoluzione che il territorio può avere con la scesa in campo di un patrimonio non valorizzato mai abbastanza per lo sviluppo della nostra terra. Tra i grandi cartelli "O.G.M.? NO, grazie" e i grandi cesti artisticamente riempiti dai festeggiati asparagi, si avvertiva un impalpabile ma sovrastante imbarazzo nelle parole degli oratori, accorti, tutti come erano, a tenere fuori dalle loro riflessioni quanto qualche giorno prima era esploso sui giornali. Una problematica che era tanto più presente quanto più volutamente tenuta fuori dal loro argomentare.
Un esercizio di esorcismo innaturale, lunare, della serie "meglio non dire per far in fretta a dimenticare". Una sala - bunker assediata dalla realtà: realtà ad un tiro di schioppo oltre la grande porta che li proteggeva.
Ad aprirla quella porta, incombevano le montagne innaturali per colori e conformazione con i pennacchi altissimi di decine e decine di pale eoliche della discarica di Giardinetto con i suoi grandi capannoni pieni di quel materiale accatastato e disfatto dal troppo tempo trascorso senza messa in sicurezza né bonifica: quasi a confidare nel tempo che sana le ferite. Un oblio troppo fresco da implorare anche per la discarica tra Deliceto e Castelluccio dei Sauri: sorella siamese, di più peso e risonanza mediatica rispetto alla discrezione ovattata che ha caratterizzato e continua a caratterizzare la discarica di Giardinetto, non a caso, non citata minimamente da nessun giornale anche oggi, pur trovandosi collegata a quella di Deliceto da un unico cordone ombelicale: il fiume Cervaro. All’interno del quale si è sversato di tutto in località "Verità". Potenza evocativa di questi nomi bellissimi! ("Verità", "Giardinetto, "Pozzo degli Angeli…) scelti quasi apposta dagli inquinatori, a rimarcare, in una sorta di loro codice, di possedere la potenza di cambiare il significato, fin’anche, alle parole ! A questo "BLACK RIVER", come è stata denominata l’operazione condotta dai carabinieri del N.O.E. di Bari e dal nucleo operativo provinciale di Foggia, sono stati cambiati i connotati: deviandolo, baypassandolo, limandogli gli argini, otturandolo fino a rischiare l’esondazione. Con il suo carico tossico attraversa tutta la piana della Capitanata e sfocia nel golfo di Manfredonia irrorandone i campi.
Nulla di tutto questo è stato minimamente citato nel convegno e, confortati dall’equilibrismo degli oratori, sommessamente e nervosamente (per la nostra presenza che, in ogni caso, pur essendo esente da qualsiasi volontà men che corretta e legale, pur sempre risultava evocativa di un qualcosa che faticosamente si voleva scansare), si è andati a concludere. Concludere cosa? Pacatamente e civilmente lo abbiamo chiesto avvicinandoci al tavolo della Presidenza e, prima del loro ristoro conviviale intorno al ricco bouffet, esortando l’assessore regionale alle Risorse Agro-Alimentari Enzo Russo a farsi interprete presso il Presidente Vendola delle nostre richieste:
indagine epidemiologica seria su tutta la popolazione della Capitanata-Gomorra da far eseguire da Istituti "super partes"(da non riproporre il monitoraggio-fotografia delle analisi di Giardinetto del laboratorio Lachimer presentate rovinosamente dal Sindaco a Troia!);
Costituzione di parte civile al momento del processo dei Comuni interessati, della Provincia, della Regione e dall’ordine de Medici di Capitanata (tutti questi soggetti all’indomani del sequestro di Deliceto hanno dichiarato questa volontà);
un più assiduo controllo del territorio prima che questi accumuli di materie tossiche vadano a costruire montagne artificiali, deviazioni di fiumi, riempimenti di ogni anfratto o cava e spargimenti di compost "arricchito";
sicurezza alimentare con analisi serie per non arrivare a dare ragione alla Lega che diffida dell’istituzione dell’Autority alimentare nazionale a Foggia;
inversione di tendenza per la qualità dello sviluppo nel rispetto e nella difesa della nostra terra, l’unica vera risorsa che avevamo e che non ci ha mai tradito;
presentazione dei risultati delle analisi effettuate dall’ ARPA nel lontano mese di marzo a Giardinetto.La compostezza fin li trattenuta dal presidente della Cooperativa "Giardinetto", per altro non nostro interlocutore, immediatamente si è scomposta, tanto da anticipare:" Le analisi di Giardinetto le conosciamo e sono buone !" Di rimando noi abbiamo chiesto " Sono buone come quelle accluse nel processo?". Un sorriso complice e di assenso di una donna produttrice di asparagi ci ha rinfrancati e alleggerito quella lieve tensione. Le donne ! Nessuno come loro sa cogliere gli attimi dell’ironia! Tensione, per altro, preventivamente sopravalutata a considerare la quantità di Forze dell’Ordine presenti anche "a vostra tutela" come garbatamente ci è stato riferito da un Maresciallo che di lì a poco procedeva, con il deflusso dei convegnisti non interessati al bouffet, al riconoscimento di chi s’immetteva sulla strada per il ritorno.
DISINQUINARE IN OGNI DOVE: QUESTA E’ LA STRADA DA PERSEGUIRE.
L’ALTRA E’ SENZA RITORNO!
Comitato intercomunale di Tutela e Difesa della Salute e del Territorio
Associazione Noi donne di Capitanata 10-06-2008