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Un blitz, dopo tre mesi...
 

GLI INTERVENTI NELLA SEZIONE "MICROFONO APERTO" RIFLETTONO IL PENSIERO DEGLI AUTORI CHE, QUINDI,  SE NE ASSUMONO LA PIENA RESPONSABILITA' DI FRONTE ALLA LEGGE

Dal Comitato Intercomunale di Tutela e Difesa della Salute e del Territorio riceviamo e pubblichiamo il seguente comunicato stampa.

Un blitz. Dopo tre mesi. La furia aggressiva di un Terminator. Il  Consiglio Comunale convocato per il 23-maggio e rovinosamente naufragato nella implosione della stessa maggioranza, irrompe in città il prossimo giovedì 29 con tutto il suo carico pesante, in qualità e quantità, dei punti all’ordine del giorno. La sicura incidenza che avranno le decisioni da assumere per il futuro prossimo, e non solo immediatamente prossimo! per la collettività assuefatta all'apatia, ci porta a sollecitare i cittadini di Lucera ad essere presenti in Consiglio il 29 maggio perché la misura  degli interventi bisognerà calibrarla e valutarla dall’utilità e dal benessere collettivo di cui la città potrà goderne o meno.
Tra i 27 punti  (!) all’ordine del giorno, nel turbinio delle pale eoliche non più gestite a capitale misto e, in più, con probabili conflitti d'interesse in cui si troverebbero molti amministratori ed esponenti politici, il più silenzioso e sconosciuto alla quasi totalità dei cittadini "normali", è certamente il quinto punto:"Progetto per la localizzazione di una discarica controllata di tipo "II A" per rifiuti inerti non pericolosi in contrada "Valle Cruste".
La tipologia di discarica riportata nella dicitura "II A e non pericolosa" in base alla classificazione della nuova normativa vigente – rifiuti inerti- la rende simile, per le integrazioni delle tipologie di rifiuti richiesti e concessi dalla Provincia , alla discarica che si voleva realizzare nel 2005 in contrada Del Sordo-Sequestro. Perché, dunque, oggi tanto silenzio a fronte di quella grande partecipazione che determinò il mancato assenso alla discarica?
Certamente è mancata l'informazione. E il tempo. Questa giunta si va sempre più caratterizzando per questo dato allarmante. Perchè esclude il coinvolgimento popolare, nega il diritto all’informazione e alla partecipazione su problemi di grande impatto per il territorio sia sotto l'aspetto economico e sia sotto l'aspetto ambientale. Blitz, appunto, che tolgono il fiato anche a chi vorrebbe organizzare per la città un minimo d'informazione e di confronto. Il tempo è tiranno e il vento soffia forte e travolge ogni barlume di razionalità : i colpi di mano hanno questa caratteristica.
Quanti, tra gli stessi consiglieri comunali, avranno avuto l'opportunità di leggere e quindi di votare con cognizione di causa, le 35 pagine (esclusi gli elaborati) che compongono il progetto discarica? Sappiamo che neanche a loro le fascette dei punti in discussione vengono rilasciate nei termini di legge previsti. Alla fine, tirando le somme, sono veramente in pochi a sapere e quindi a decidere le sorti della città. Come vogliamo chiamarlo questo modo di gestire la cosa pubblica? Certamente non è "trasparenza" ! Invitiamo, pertanto, la popolazione a dare un segnale di vita con la sua presenza nella  casa-Municipio che le stanno espropriando. Ad oggi, ancora non sappiamo se, nella calendarizzazione del Consiglio, si darà l’assenso anche alla discarica.
Essa ha localizzazione in Valle Cruste ed ha una "previsione progettuale per una superficie complessiva di circa 3.84.00 Ha" ed è posizionata sul versante sud-ovest del Comune, a circa 3 Km dal centro abitato, con  una  volumetria pari a circa 90.000 metri cubi di rifiuti. L’ubicazione, secondo il P.R.G. vigente è in zona omogenea "E" - verde agricolo per intenderci - coltivata con produzione cerealicola (frumento)". "Nelle vicinanze si rilevano siti monumentali ed archeologici di indubbio rilievo"(pag. 4 della proposta di delibera). Inoltre, "sull'area in questione gravano i vincoli PAI" (Piano Assetto Idrogeologico). Ai problemi da loro stessi evidenziati si dà risoluzione… non interpellando la Sovrintendenza a Beni Culturali e posticipando, all’approvazione della delibera, il rilascio da parte della Provincia dell'autorizzazione di valutazione d'impatto ambientale ( VIA) nonché l’autorizzazione del PAI  da parte dell'Autorità di Bacino per la Puglia. 
La tipologia dei rifiuti, si scrive, deve essere quella strettamente indicata nel progetto: rifiuti inerti non pericolosi come dalla tabella 1  del decreto 3 agosto 2005. Ma ben altro verrà sversato. Se è vero come è vero che sono state già richieste e concesse dalla Provincia  molte integrazioni di tipologie di rifiuti con codici C.E.R. (Codice Europeo Rifiuti) ben poco confacenti al  "ripristino ambientale" che si vorrebbe far credere.
I luoghi, per altro, sono gravati da "una cava estrattiva con profondità variabile tra i 15 e 30 metri per una larghezza di 155,00 m x 55,00" che dovrà essere "ricolmata". Ed "eventuali rifiuti che non rientrano nelle autorizzazioni concesse devono seguire le procedure di smaltimento previste dal D.Lgs. n.22/97 e quindi recapitati con immediatezza in apposite discariche autorizzate al conferimento di questi materiali".
Ciò significa che i controlli – sanitari, di caratterizzazione dei rifiuti, amministrativi e quant’altro - dovrebbero funzionare.
L'esperienza che il "Comitato intercomunale di tutela e difesa della salute e del territorio" ha maturato seguendo la vicenda Giardinetto e non solo, ci porta ad affermare che la devastazione del territorio è avvenuta proprio per l’assenza di questi controlli. Di più. Le Istituzioni tendono a negare, a relegare nel dimenticatoio le piaghe che gli inquinatori procurano al territorio rendendosi, di fatto, asserviti agli interessi di pochi contro intere collettività che ne pagano i costi in salute e in deprezzamento economico del territorio.
Il sindaco di Troia nell'illustrare le analisi inutilmente dispendiose commissionate al laboratorio Lachimer per Giardinetto ha dovuto ammettere:"Ho sbagliato, me ne assumo le responsabilità" senza, però, dare riscontro a questa affermazione. Le regie delle sceneggiate non hanno retto a fronte delle domande pertinenti e stringenti che i tanti cittadini, ma anche consiglieri comunali hanno posto al sindaco ma, anche, al responsabile del laboratorio che ha dovuto esclamare:"Ci sto rimettendo la faccia". Alla fine della conferenza illustrativa dei dati che miravano a rassicurare le popolazioni, è stato chiaro a tutti, ma proprio a tutti, che l’operazione sbiancante non era andata in porto. I comunicati stampa dei comitati presenti lo attestano. A Lucera, se possibile, si fa di più e di peggio.
Nell’ultimo Consiglio Comunale del 23 febbraio due consiglieri comunali, Dotoli e Pitta, hanno posto al Sindaco  domande su Giardinetto chiedendo di essere informati ma, anche, d’informare la cittadinanza."Adesso ti rispondo su Giardinetto" ha detto il Sindaco ad uno degli interpellanti. "Non posso andare in casa del sindaco di Troia e dire di togliersi per vedere io cosa fare. In data 6-2-08 ho scritto al sindaco di Troia dicendo:"Negli ultimi tempi, alcuni articoli apparsi su quotidiani e su alcuni giornali online, ovvero notizie diffuse dai mass-media, stanno creando notevole allarme sociale circa i danni alla salute pubblica che sarebbero connessi o, comunque, conseguenti all’esistenza di Giardinetto... Questa Amministrazione, dovendo rispondere alle sollecitazioni provenienti da più parti, ha necessità di acquisire notizie utili sulla discarica in questione, perché essa non dispone di alcun dato ufficiale né sul soggetto gestore delle attività attuate nella discarica né sul tipo della pregressa attività svolta in detto sito né, infine, sulle vicende giudiziarie che avrebbero interessato i responsabili della struttura né sulle ragioni alla base della campagna mediatica che è in atto. Pertanto, ci si rivolge a codesta amministrazione per ricevere opportune notizie e chiarimenti sulla questione". "A me questo è parso il migliore approccio, il più signorile degli approcci, perché se abbiamo necessità d’intervenire, anche in sinergia con il Comune di Troia, lo faremo".
Pacatamente, signorilmente, si è mentito.
Infatti, in data 14-01-2008 è stata protocollata al n. 1197 del Comune di Lucera, la delibera consiliare inviata dal Comune di Troia avente per oggetto:"Situazione grave stato di pericolo per la salute e l’ambiente derivante dai depositi di rifiuti tossici e nocivi presso l’ex fornace ALA di Giardinetto". Gli assegnatari di tale missiva risultano essere il Sindaco, l’assessore Forte e l’assessore Gentile. La corposa delibera riporta l’ampio dibattito sul tema monotematico affrontato in Consiglio, l’audizione del giudice Laronga resa davanti alla Commissione Parlamentare d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti contenente tutte le notizie ufficiali in merito a quanto si è negato di conoscere e tanto altro.
Scompostamente e meno signorilmente anche l’assessore Forte ha mentito.
Intervenendo al convegno dell’8-02-2008 organizzato dal nostro Comitato con il giornalista Gianni Lannes ha detto:"Queste problematiche non meritano queste sceneggiate…chiederemo ufficialmente a chi è deputato, quindi al Comune di Troia di darci notizie…".
Ilarmente e sprovvedutamente anche il Presidente del Consiglio Melillo ha mentito.
Nell’intervista surreale del 22-02-2008 rilasciata ad un giornale online ha detto: "Io non ho mai saputo niente di questa discarica. Ho appreso proprio in questi giorni dalla stampa…"
Se questi sono i messaggi delle Istituzioni in tema ambientale, non possiamo non essere allarmati anche per la discarica di Valle Cruste. Un blitz a ciel sereno che seguiremo.
Coscientemente, inc...atamente.                

Comitato Intercomunale di Tutela e Difesa della Salute e del Territorio
26 Maggio 2008



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