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UNESCO E IL JAZZ - CONCERTO DI ROBERTO OTTAVIANO E I PINTURAS A LUCERA
 
Il Club per l'UNESCO di Lucera celebra la Giornata Internazionale del Jazz con il quartetto pugliese Roberto Ottaviano e i Pinturas, sabato 11 maggio, alle 20. Il concerto si terrà al Teatro Garibaldi, e si avvale del patrocinio e la collaborazione della Comune di Lucera, con ingresso libero.

Frutto della puntigliosa e attenta ricerca musicale, il sopranista barese Roberto Ottaviano, con i Pinturas (Nando di Modugno, Giorgio Vendola e Pippo "Ark" D'Ambrosio) propone un affresco dinamico e sempre profondamente radicato nell’archetipo del Sud, esplorando con incessante attenzione le ricchezze espressive "che premono prepotentemente su una terra, come la sua, che confina con culture ancora molto diverse dalla nostra" (Maurizio Spennato).
Musicista saldamente radicato nella sua terra d’origine, Ottaviano è considerato il miglior sopranista italiano, prosecutore della ricerca di Steve Lacy e con i Pinturas disegna una personale geografia di musiche del mondo nel loro già noto, rigoroso, creativo quanto sanguigno world-jazz. La ricerca, da sempre stella polare dell’autore, qui si snoda attraverso il minimalismo allusivo cameristico, la tradizione popolare, le acute invenzioni sonore tutte amalgamate con sintesi e superiore padronanza, sia di strutture che di progettualità espressiva, tra fraseggi zigzaganti e le tipiche note smorzate, riflessive, dolenti, a cui Ottaviano usa guidare il gruppo là dove il canto e il ritmo si rallentano e sospendono per poi ripartire. "Un gran lavoro, una cifra estetica e tecnica specifica, un world-jazz che è quasi musica etnica, di grande sapienza tradizionale e sapienza sperimentale, di respiro davvero globale" (Massimiliano Bondanini). "Un percorso profumato di mediterraneo, di essenze del Sud del mondo che riesce a colpire nel segno" (Alceste Ayroldi).

L'elemento più importante del lavoro è l'osmosi tra repertorio e personalità che Ottaviano e i suoi musicisti riescono a creare. Una musica che vive di raffinati equilibri sonori; un viaggio tra geografie e poetiche diverse, che attinge dal repertorio di Brasile, Spagna, India, Camerun, Svezia, Macedonia e Lituania, caratterizzato "da una danzabilità e una cantabilità esplicite, spesso lievi, decisamente etnicheggianti" (Alberto Bazzurro).
Musiche, dunque, del mondo più sfortunato e abbandonato; "espressioni luminose di culture che risplendono spesso pur attraverso le miserie cui sono costrette dalle logiche del mondo" (Sergio Spada).

Il gruppo ha finora al suo attivo i dischi “Un Dio Clandestino” pubblicato per la Dodicilune, dieci brani interpretati con una foga poetica, espressionistica, trascendente che, nell’uso del soprano e nella forza del quartetto, a tratti fa pensare ad un Coltrane riveduto alla luce della world music (Guido Michelone) e “Change the World” per Gioco del Jazz.


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