ORSARA - La “Rassegna Jazz d’Autore” di Orsara di Puglia, per la sua XVIII edizione, ha allestito, ancora una volta, un programma di alto profilo, come avviene da 18 anni. Apertura in grande stile a Orsara, sabato 28 luglio, con il quartetto di Kurt Rosenwinkel, chitarrista originario di Philadelphia che negli ultimi dieci anni si è guadagnato la stima del pubblico e della critica di tutto il mondo, affermandosi come uno degli artisti più visionari e innovativi della scena statunitense. I due concerti foggiani vedono protagonisti il gruppo di Sergio Krakowski, Philippe Baden Powel e Natalino Neto (domenica 30 alle 21,30 a Palazzo Dogana) e il quartetto di Tino Tracanna (lunedì 31 alle 21,30 al Ristorante in Fiera). Krakowsi, Baden Powell e Neto sono eredi legittimi della grande tradizione brasiliana (Philippe è figlio del grandissimo chitarrista Baden Powell, una leggenda in terra carioca) e offriranno un suggestivo viaggio tra jazz, samba, choro e bossa nova. Tracanna non ha certo bisogno di presentazioni: membro da più di vent’anni del quartetto di Paolo Fresu, una delle formazioni più longeve del jazz nostrano, ha inciso decine di dischi e collaborato con i più grandi nomi italiani ed europei.
I successivi quattro giorni vedono un programma in crescendo, tutto concentrato in
Largo San Michele, nel centro storico di Orsara. Il 1° agosto, si esibirà il quartetto Sangha, che riunisce quattro dei jazzisti più talentuosi della scena newyorkese: il sassofonista Seamus Blake, il pianista Kevin Hays, il bassista Stan Smith e il batterista Bill Stewart. Il 2 agosto, l’Orsara Musica Ensemble riunirà sul palco tutti i musicisti presenti ai Seminari Internazionali di Jazz, che come ogni anno affiancano il festival: il concerto vedrà anche la presenza di un ospite d’eccezione come Steve Grossman, leggendario sassofonista già con Miles Davis, Elvin Jones e McCoy Tyner, che la stessa sera si esibirà anche alla testa del suo gruppo. Il 3 agosto, Orsara ospiterà il quartetto di Aaron Goldberg e Mark Turner: due musicisti ancora giovani ma già più che affermati, visto che negli ultimi anni si sono fatti conoscere per la loro capacità di unire la profonda conoscenza della tradizione jazzistica con la carica innovativa e sperimentale. Per il finale, il 4 agosto, happening creativo rivolto ad artisti che presenteranno performance artistiche e interagiranno nel luogo dell’agire generativo (all’interno del Portone del Giudice). Ma non è finita qui: dal 29 luglio al 4 agosto, si svolgeranno a Orsara i Seminari Internazionali di Musica Jazz, organizzati in collaborazione con il conservatorio olandese di Groningen. I giovani jazzisti in erba, provenienti da tutta Italia ed Europa, avranno anche quest’anno la possibilità di vivere il jazz in diretta e di studiare con validissimi insegnanti come Lucio Ferrara, Enzo Nini, Nicola Angelucci, Antonio Ciacca, Joris Teepe, Kurt Weiss, Greg Burk e Steve Grossman. Allievi e insegnanti dei seminari si riuniranno ogni notte dopo i concerti, nelle strade e nei locali di Orsara, per dar vita alle jam session. A chiusura dei seminari, sabato 4 agosto, il festival ha organizzato una conferenza-workshop dal titolo “ImprovvisAzione”, durante la quale si confronteranno tre studiosi di diversa estrazione: il musicologo Giampero Cane del DAMS di Bologna, il sociologo Davide Sparti dell’Università di Siena e l’antropologo Alessandro Duranti dell’Università di Los Angeles. Un’occasione preziosa non solo per parlare, ma anche per ascoltare e “agire” la musica. Non a caso, anche quest’anno il festival orsarese avrà come sottotitolo “Il luogo dell’agire generativo”: un altro nome per indicare proprio l’improvvisazione, quel luogo utopico dove il jazz si (ri)genera incessantemente.