Un concerto evento che ha aggregato l'entusiasmo degli appassionti del Rock Progressivo italiano, giunti anche da molti dei centri limitrofi. Una performance, quella della Premiata Forneria Marconi, in piazza Matteotti, nell'ambito dei festeggiamenti 2017 in onore di Santa Maria Patrona, che ha raccontato il prestigio e la sopraffina capacità esecutiva, l'incredibile arte, insomma, della band italiana più celebre all'estero, guidata dall'iper attivo Franz Di Cioccio, cantante e batterista, o forse è meglio dire batterista e cantante, e dal compassato, ma non meno incisivo, Patrick Djivas, il bassista francese che, al suo arrivo in Italia, ebbe anche un'esperienza con gli Area.
Due ore e quindici minuti di energia, sguardi vicini e lontani su una fenomenale discografia che fa impazzire ancora mezzo mondo; e il devoto omaggio a Fabrizio De Andrè, per ricordare il sodalizio artistico del 1979, durato lo spazio di un tour, ma che gettò, una nuova luce sulle canzoni del grande cantautore genovese e rinnovò in lui la voglia di tornare sul palco, negli anni a seguire.
Il concerto, alle 22 in punto, si è aperto con "La rivoluzione", quindi sono stati eseguiti i gioielli "progressive" dei primi album come: "Il banchetto", "La luna nuova", la sognante "Dove... quando" e la potente "La carrozza di Hans". "Impressioni di settembre", il brano, con il testo di Mogol, che tutti aspettavano, ha fatto vibrare l'intera piazza quando è partito il celeberrimo riff di moog. Estasi totale.
Lo show si è poi inerpicato su territori meno levigati; Marco Sfogli, il giovane chitarrista, armato di Ibanez, giunto a sostituire un pilastro della storia del rock italiano, Franco Mussida, ha dimostrato tutto il suo valore, affacciato su versanti quasi metal, innervando col suo virtuosismo "Maestro della voce", il brano che la PFM ha dedicato a Demetrio Stratos, indimenticato leader e cantante degli Area. Non è mancata, tra l'altro, l'incursione in "PFM in Classic", il progetto che è molto più di una rilettura di importanti pagine di musica classica, con la "Danza dei cavalieri" di Prokofiev; ma, divertente è stato anche l'accenno veloce all'Overture del Guglielmo Tell di Rossini.
Nella "finestra", attesissima, riservata ai brani di De Andrè hanno trovato spazio "Un giudice", "Andrea", "Volta la carta" e "Il pescatore".
Tipicamente PFM il finale, in cui Di Cioccio ha giocato con il pubblico e la batteria, sulle note travolgenti di "E' festa", la tarantella rock che, proprio a causa del grande successo internazionale della band lombarda, divenne "Celebration".
Indimenticabile. |