Riceviamo e pubblichiamo
La presenza o meno del luna park a Lucera nel periodo di ferragosto scatena un dibattito acceso tra favorevoli e contrari, come non avviene neanche per le questioni davvero importanti. La festa patronale non è tale se non ci sono le giostre, si indignano gli amanti del tagadà.
E quest'anno che i giostrai avevano chiesto di insediarsi addirittura in villa comunale, il Sindaco - secondo me, a ragione - ha risposto con un perentorio no; impensabile, ci sono altri luoghi. Così, niente luna park anche questa volta, e il diniego ha scatenato la disapprovazione di coloro che "per divertirsi bisogna andare fuori". Non solo, c'è anche una ridda di pareri su quale sia la soluzione giusta da adottare per accontentare chi ama le attrazioni che procurano ripetute scariche di adrenalina.
Tra questi "illuminanti" pareri, si stenta a crederlo, c'è quello di chi vedrebbe benissimo il luna park all'interno della Fortezza svevo-angioina, un sito archeologico. Una enormità sparata, e scritta, con una certa convinzione, che la dice lunga su come siano viste le testimonianze della propria storia e percepita la cultura.
Non avverrà mai, ma un'amministrazione comunale che pensasse di dare parere favorevole a una cosa del genere dovrebbe essere cacciata a furor di popolo, o a furor di quelli che si incazzerebbero come iene asiatiche di fronte a una prospettiva del genere. Insomma, le giostre dove c'è ancora tanto da scavare.
Seguendo questo tipo di (s)ragionamento, che tende a mortificare il patrimonio storico-culturale, perché, allora, non trasformare l'anfiteatro augusteo in una discoteca all'aperto? Un'eventualità che farebbe resuscitare Marco Vecilio Campo, e non senza l'intenzione di fare una strage di lucerini, con l'aiuto dei pretoriani di Augusto. O ancora, che ne direste di collocare pale eoliche sui campanili delle chiese? Energia elettrica in grande quantità. Ma ve la immaginate la torre campanaria della cattedrale con una bella pala eolica? Magari, progettata anche per funzionare da grande ventilatore utile a scacciare l'afa estiva in piazza Duomo; sai che goduria per quelli seduti ai tavolini.
Scherzando, la fantasia ci porterebbe molto lontano, come molto lontano possono andare, e colpire, le scemenze che si sentono in giro, senza che vi sia l'argine del buon senso.
Spero che l'argine non venga mai meno e che la mia città ce la faccia a risollevarsi.
Carmen F.