LUCERA - Dopo 33 anni di attività, chiude la Metalsifa e per 45 lavoratori si prospetta il licenziamento. L'azienda di Ripatetta, questa settimana, non ha riaperto i cancelli alle maestranze, confermando l'intenzione di cessare l'attività per mancanza di commesse. I prodotti della Metalsifa avrebbero perso, via via, competitività, nonostante la qualità certificata, a causa della concorrenza, soprattutto straniera. Lo stabilimento del gruppo Fantini, una volta, impiegava più di un centinaio di addetti; erano gli anni del successo, gli anni della sicurezza economica per tante famiglie: chiodi, reti metalliche, filo spinato, derivati di vergella in genere prodotti dagli operai lucerini, infatti, raggiungevano gran parte delle regioni dell'Italia centro meridionale. Poi, il declino e, quindi, l'agonia, mentre si pensava a una diversa collocazione dell'azienda sul mercato, attraverso la commercializzazione di prodotti importati. Al di là delle legittime considerazioni della proprietà, dei sindacati e di coloro che stanno trepidando per la perdità del posto di lavoro, si tratta, è facile intuirlo, di un grosso colpo non solo per l'esile tessuto industriale del nostro territorio. Infatti, se le residue speranze di riprendere il lavoro, ammesso che ci siano, saranno disattese; se, insomma, fosse stata apposta, davvero, la parola fine alla storia della Metalsifa, sarebbe un altro pezzo importante di questa città a finire nelle sabbie mobili del mancato sviluppo, che ha tanti padri dalle nostre parti e che, purtroppo, riguarda molti altri settori.