Il sindaco di Lucera, Antonio Tutolo, e quelli dei Monti Dauni non demordono e chiedono al presidente della Regione, Michele Emiliano, che detiene anche la delega assessorile alla Salute, di fare dietrofront sull'annunicata chiusura dell'ospedale di Lucera, come previsto dal piano di riordino ospedaliero, presentato nei giorni scorsi.
Tutolo e i suoi colleghi, a Bari, nella giornata di lunedì 22 febbraio, hanno ricordato al Governatore che il territorio del nostro Preappennino rientra tra le aree pugliesi dichiarate svantaggiate (con il Gargano e la Murgia), e questa condizione permette di attivare le deroghe previste dalla normativa, esattamente quello che era stato sottolineato nel corso del Consiglio comunale monotematico tenutosi a Lucera nelle scorse settimane e allargato agli amministratori dei centri preappenninici. Quindi, si auspica che la logica dei numeri, e non solo quella, possa confrontarsi con le peculiarità dei territori e le numerose difficoltà di lunga data patite dalle popolazioni delle zone interne. Il 27 febbraio, Emiliano incontrerà i sindaci e, in quella occasione, potrebbe pronunciarsi sulla questione.
Intanto, è sempre il primo cittadino di Lucera ad annunciarlo, si pensa alla eventuale mobilitazione per mettere in atto forme di protesta, con la speranza che, questa volta, la partecipazione della gente di Lucera e dei comuni montani sia massiccia e non ridotta come avvenne nel 2012.
Da segnalare, inoltre, che il sindaco di San Severo, che è anche presidente dell'Amministrazione provinciale, Francesco Miglio, avrebbe dichiarato di avere ricevuto assicurazione da Emiliano che gli ospedali di San Severo e Cerignola, da declassare secondo il piano di riordino, non subiranno mutamenti nella qualità della loro offerta sanitaria.