Il presidente della Regione, Michele Emiliano, ha telefonato al sindaco, Antonio Tutolo, nel bel mezzo della seduta monotematica sul Lastaria del Consiglio comunale, che ha visto la partecipazione, nel teatro Garibaldi, degli amministratori dei comuni del Preappennino Dauno settentrionale e di un paio del beneventano, San Bartolomeo in Galdo e Castelvetere, martedì 26 gennaio.
Il Governatore, che ha chiamato due volte - ma il Sindaco non si è accorto della prima telefonata - ascoltato da tutti tramite l'impianto di amplificazione, ha assicurato l'assise circa le modalità che intende seguire nel processo decisionale che porterà all'approvazione del piano di riordino sanitario, fortemente penalizzante per la Capitanata e per il nostro nosocomio, a rischio chiusura. Emiliano ha ribadito che, prima di compiere il passo definitivo, ascolterà le voci dei territori per tenere conto delle esigenze locali.
Nel giro di qualche mese, sapremo se il Presidente stia giocando a prendere in giro una popolazione di circa settantamila persone o se davvero sia orientato a imporre cambiamenti sensibili al piano, ponendo attenzione alle particolarità delle aree interne, notevolmente penalizzate sotto diversi punti di vista, a cominciare dall'enorme problema rappresentato dalla viabilità.
Tra l'altro, come è stato fatto notare, i tecnici ministeriali, a Roma, avrebbero mosso numerosi rilievi al piano ospedaliero pugliese, che comprenderebbe troppi ospedali di primo livello e pochi di base.
Tutti importanti e con grandi spunti di riflessione gli interventi di coloro che hanno preso la parola (Del Gaudio, Ziccardi, Bizzarri, Colelli, Tutolo, Leccese, Iavagnilio, Guerrera, Mignogna, Santacroce e altri) nel corso della riunione, dalla quale è emersa anche l'ipotesi di un accorpamento agli Ospedali Riuniti, o sotto una possibile egida universitaria, al fine di aiutare il complesso sanitario del capoluogo ad alleggerirsi, soprattutto per quel che riguarda i pazienti ormai fuori dalla fase acuta.
Mantenere, perciò, un ospedale di base, con il pronto soccorso e magari con qualche posto letto e strutture (non reparti) in più, facendo leva su quanto prevede l'attuale normativa sulle aree disagiate (che in Puglia sono Preappennino Dauno, Gargano e Murge).
Questa proposta è stata votata all'unanimità dal Consiglio comunale di Lucera e così faranno quelli dei comuni montani interessati.