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| STANNO PER STACCARE LA SPINA A QUEL CHE RESTA DEL LASTARIA DI LUCERA |
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Sembrerebbe arrivata la fine anche di quel che resta del glorioso ospedale di Lucera e del Preappennino, preso a morsi da un potere iniquo e ingannatore che, mentre promette a parole, toglie con i fatti un po' alla volta, per seguire logiche che mortificano la dignità e i diritti delle persone. La Giunta regionale starebbe arrivando al dunque, alla soluzione finale del famigerato piano di riordino sanitario con il quale si metterà la croce sulla storia del Lastaria, durata poco più di cinquant'anni. Ma il presidente della Regione, Michele Emiliano, avrebbe garantito, nel corso di una telefonata al sindaco di Lucera, Antonio Tutolo, che il governo regionale nella riunione di giunta in programma in queste ore non saranno adottate decisioni definitive, perché vorrebbe ascoltare i territori. Un'affermazione con la quale non si capisce cosa si voglia dire, visto che la questione è ben nota, come noto è quello che pensano i territori, che più e più volte hanno fatto arrivare a Bari la loro voce, che è rimasta sempre inascoltata. Emiliano sa molto bene cosa vuole la gente di Lucera e del Preappennino, così come ben edotto sulla faccenda era il suo predecessore, Nicky Vendola, e tutti i suoi assessori alla sanità, il quale, nei giorni della campagna elettorale per le Regionali 2010, a Lucera, promise addirittura un potenziamento del Lastaria. Poi, sappiamo cosa è avvenuto, e ricordiamo anche il disappunto che lo stesso Vendola manifestò per la protesta che si organizzò, nel 2012 - prese posizione anche il vescovo - al fine di richiamare l'attenzione dei grandi media sul pericolo che minacciava il nostro nosocomio, su cui si sarebbe abbattuta la gran parte dei tagli previsti per la provincia di Foggia. Bisognava subire in silenzio senza lamentarsi, insomma, come si chiede di fare a dei sudditi diligenti. Sono stati anni di bugie e di illusioni somministrate a Lucera e in giro sui Monti Dauni. E, oggi, Emiliano dice di volere ancora ascoltare i territori, dopo che è avvenuta la lenta e costante spoliazione. Quanto capitato, nei giorni scorsi, a Vittorio Sgarbi, un personaggio famoso, ci ha ricordato come i cittadini del Preappennino, per esempio, siano sempre più candidati alla non invidiabile condizione di italiani di serie b. Sgarbi è stato a mezz'ora dalla morte, come egli ha commentato, dopo l'operazione al cuore a cui è stato sottoposto. Il critico era in viaggio in auto e, accusando un forte dolore al petto, ha avuto la freddezza di dire al suo autista di uscire dall'autostrada, trovandosi, per fortuna, nei pressi di Modena, e di dirigersi verso il policlinico di quella città, dove l'intervento chirurgico gli ha praticamente salvato la vita. Mezz'ora ancora e per Sgarbi non ci sarebbe stato nulla da fare, secondo i medici. Ora, immaginate se il male che ha colpito Sgarbi si manifestasse in un cittadino del Preappennino dauno o anche di Lucera: mezz'ora di vita, e in quella sola, maledetta mezz'ora dover raggiungere, da una località montana, chissà quale lontano presidio ospedaliero, con le strade nelle condizioni che sappiamo e tutto il resto. In ambulanza non si fa in tempo. Anche questo bisognerebbe dire al Presidente che vuole ascoltare i territori.
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| Il pensiero di Lucera sui tagli al Lastaria |
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| Protesta a Bari in via Capruzzi, sede del Consiglio regionale, 11 maggio 2012 |
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| Fabio e Mingo di Striscia la notizia al Lastaria nei giorni delle proteste |
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