Bacco & Perbacco, Lucera Piazza Duomo. 11-15 novembre 2015
Come quando fuori piove - Opere di Daniela Tzvetkova
Come quando fuori piove, la personale dell'artista di origine bulgara Daniela Tzvetkova, rappresenta un viaggio nel suo sentire, un universo riportato su carta, utilizzando un’antichissima arte giapponese.
Le opere, che traggono ispirazione dai semi delle carte francesi, sono realizzate tramite la millenaria tecnica del Kiri-e che nell'antichità era chiamata kirigami e veniva utilizzata per esprimere sentimenti di gratitudine e dediche alle divinità. Le immagini nascono attraverso l’intaglio meticoloso di un sottile foglio di carta che viene poi sovrapposto, come un ricamo, ad uno sfondo colorato che ne esalta i dettagli attraverso il contrasto.
Nei lavori presentati da Daniela Tzvetkova - dodici più un tredicesimo che l’artista invita il pubblico a completare - ogni sfondo, in una diversa declinazione di blu, rappresenta un seme e quindi un aspetto della vita. Ogni seme è connesso agli altri in un ritornare ciclico: i Cuori evocano istintivamente l’Amore e infatti in questa serie l’artista mostra delle situazioni di affetto, di riconoscimento delle proprie radici, di attaccamento e bene per qualcuno o qualcosa; i Quadri, invece, rappresentano la Ragione, quei momenti in cui non guardiamo con il cuore, non sentiamo la nostra vita, ma ci facciamo guidare dalla morale comune, dal dovere, dalle convenzioni, pur sapendo che non sono quelle le cose che ci fanno stare bene quindi dimenticando il cuore e lasciando prevalere il "buonsenso"; ai Fiori Daniela collega le Lacrime che però non hanno necessariamente un’accezione negativa, anzi, dalle lacrime nascono nuove forme di vita, cambiamenti, trasformazioni; infine le Picche rappresentano la totale mancanza di amore: il male rivolto agli altri che, in qualche maniera, torna su chi lo causa, oppure non amarsi al punto di cercare di scomparire rimanendo solo l’ombra di se stessi o l’incapacità di riempirsi d’amore, nonostante questo esista e ci circondi, la distrazione nei confronti del positivo, del bello, della gentilezza, l’incapacità di cogliere tutti questi aspetti della vita semplicemente perché, guardiamo altrove.