Caro Sindaco, le foto pubblicate su facebook, quelle della signora anziana sorpresa da qualcuno armato di digitale, mentre camminava con un sacchetto di probabile immondizia da abbandonare in qualche angolo della pubblica via, ricevono tutta la nostra convinta disapprovazione, come per altre pubblicate in precedenza.
L'Amministrazione comunale deve perseguire l'inciviltà e il vandalismo di una parte - certamente minoritaria - della cittadinanza, seguendo le procedure previste dalla legge e sulle quali vige l'autorità delle forze dell'ordine e quelle del buon senso (secondo il nostro modo di vedere), ma non deve spettacolarizzare le circostanze, aprendo, con i suoi uomini, piccoli spazi di barbarie sui social network, in cui si stigmatizza l'operato dei presunti colpevoli, spesso, con sguaiato e pericoloso fervore, perché certe situazioni si sa come cominciano e si ignora dove possono portare, fuori da facebook.
Non sei, Sindaco, un guerriero Apache o Cheyenne che, come ci ha insegnato la fallace filmografia yenkee, dal nemico abbattuto ricavava lo scalpo, macabro trofeo al suo valore in battaglia. Tu non devi agitare scalpi (le foto su facebook), se hai fatto il tuo dovere; non devi farlo in quanto amministri una comunità democratica e sono gli eventuali risultati incassati con l'azione di governo il tuo premio, che è cosa infinitamente migliore rispetto a centinaia di mi piace collezionati nella bolgia di internet, pubblicando certe foto. Se il cittadino collabora nell'identificare coloro che sporcano, inquinano o vandalizzano scuole e quant'altro, la sua segnalazione deve essere indirizzata, in assoluta riservatezza, solo verso i vigili urbani, i carabinieri e la polizia, senza alcun fuori programma. Le persone meritano sempre rispetto, anche quando delinquono o commettono infrazioni, perché per loro è prevista la sanzione stabilita dalla legge, cioè dalla democrazia, e questo deve bastare.
Quante piaghe ha questa città? Tante, secondo noi. La sua, è l'immagine di una dolorosa sindone che si estende oltre il solito amaro ritornello "ci hanno tolto il tribunale, ci hanno tolto l'ospedale". Perciò, Sindaco, non aprire ulteriori spazi di barbarie, perché ne abbiamo avuta tanta, di barbarie; i lanzichenecchi sono passati anche da qui, e mica secoli fa (o forse anche allora), pur se l'esercizio della memoria corta, oggi, viene esibito come una medaglia da appuntare sul petto. Perciò, sindaco di Lucera, Antonio Tutolo, fai valere l'importanza del tuo ruolo in un modo che onori sempre la città che è da tempo precipitata in una fase difficile. Non conficcare, anche tu, acuminati spilli nel suo corpo sanguinante e macilento.