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COME E' BELLA LA LUCERA CHE SI VESTE DI CULTURA
 

Serata di cultura, arte e divertimento, quella di ieri, mercoledì 12 agosto, in una Lucera sfavillante di bellezza. Il piazza Duomo, nel cortile del palazzo vescovile, si è tenuto l'incontro che ha inaugurato la mostra, all'interno del Museo diocesano, Sculture Angioine a Lucera, con l'intervento del professore di Storia dell'Arte medievale Marcello Mignozzi, autore del volume Storie di Pietra: le Madonne angioine nella Luceria Civitas Sanctae Mariae. Alla presenza del vescono della diocesi di Lucera-Troia, mons. Domenico Cornacchia, il docente ha tracciato le linee del periodo storico in cui sulla città di Lucera calò, in maniera definitiva, dopo la distruzione della Colonia Saracena e il ritorno alla cristianità, il segno angioino, rappresentato soprattutto dalla maestosa Cattedrale dell'Assunta.

E, in questo contesto, Mignozzi si è addentrato nella descrizione delle Madonne angioine, che a Lucera sarebbero presenti in numero superiore rispetto a qualsiasi altra città. Il racconto dell'esperto ha, quindi, toccato in particolare la pregevole scultura in pietra della Madonna detta del Melograno, il cui restauro è stato da poco ultimato a cura della Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio per le Province di Bari, BAT e Foggia. Ricavata da un unico blocco lapideo, l'opera, esposta nel Museo diocesano, è databile nella seconda metà del XIV secolo e mostra una Vergine seduta su un trono privo di spalliera, in posizione frontale, nell’atto di sostenere sul braccio sinistro il Bambino e di reggere nella mano destra una melagrana, frutto dai molteplici significati simbolici. Interessante pure la Madonna di San Leonardo, che Mignozzi descriverà in una prossima pubblicazione. Nel Museo diocesano sono esposte anche le suggestive icone di Antonella Calò.

Lasciato il palazzo vescovile, è stato naturale portarsi in piazza della Repubblica, spazio meno solenne di piazza Duomo, ma, forse per questo, capace di trasformarsi con facilità in teatro, cambiando il senso dei suoi vuoti; piazza della Repubblica è l'idea che ti sorprende. Sul palco spoglio, due istrionici personaggi, affabulatori e mercanti di parole: Vito De Girolamo e Carlo Loiudice in Corteggiatori, l'amore a colpi di poesia.

Coinvolgente il loro dire, serrato il ritmo; i due si palleggiano il testo con astuzia e ti tendono trappole, in cui, ovviamente, cadi. Perché questa assurda utopia chiamata teatro, perfidamente, sa solo raccontarti il vero; così non ti resta altro che applaudire. E nel lasciare la piazza ormai silenziosa, pensi a quanto sia bella questa Lucera che si veste di arte e teatro. Di Cultura, insomma.



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La Madonna del melograno, appena restaurata
Un momento dell'incontro nel cortile del palazzo vescovile
Teatro in piazza della repubblica con grande pubblico