Riceviamo e pubblichiamo
Il PD di Renzi è sotto di almeno 18 punti percentuali rispetto alle Europee. Cresce la protesta contro la classe politica col NON voto: affluenza ferma al 52%. Ottimi risultati del Movimento 5 stelle in tutte le Regioni dove si piazza ai primissimi posti.
Sono risultati in piena sintonia con l'orientamento elettorale del Mondo della Scuola emerso a vari livelli e in tutte le occasioni nel corso della mobilitazione contro il relativo DDL del Governo. Una mobilitazione del tutto ignorata nonostante uno sciopero senza precedenti nel settore della scuola pubblica, con punte fra l’80 e il 90% di partecipazione.
Il Governo ha fatto finta di ascoltare, celebrando la liturgia delle "consultazioni" e delle "audizioni", ma portando avanti risolutamente un progetto già deciso a priori, arrivando il Presidente del Consiglio persino a dichiarare di essere aperto al dialogo proprio mentre si stava votando in Parlamento la Legge senza sostanziali variazioni, ignorando così le argomentazioni critiche di chi nella scuola ci vive e conosce profondamente i problemi e le dinamiche.
Eppure non sono di poco conto le questioni sollevate come quella del controllo politico-ideologico da parte dell’esecutivo, mediante una catena di comando che passa dai dirigenti scolastici, costretti a fare da esecutori dei dettami ministeriali. Imporre una visione verticistica e aziendalistica della scuola con ampi poteri del Dirigente Scolastico, ponendo il personale in un rapporto di sudditanza, rinunciando alle graduatorie che permettono un controllo obiettivo e trasparente, privilegiando la figura del preside inteso come "governatore" finirà per aumentare i conflitti, generando clientelismi e favoritismi. È stato chiesto senza ottenere risposte: in che condizioni opererà un preside in quelle zone d’Italia dove la politica e la malavita arrivano ad avere un peso in qualunque ambito?
Altra questione fondamentale è quella dell'assunzione dei precari. Le assunzioni previste sono passate da 150.000 a 100.000 e probabilmente diminuiranno ancora. I futuri assunti sono però sconfortati e timorosi in quanto si sono resi conto di essere entrati, insieme a chi nella Scuola è già presente, in un meccanismo di provvisorietà realizzato mediante minacciosi strumenti quali gli albi territoriali, la scelta dei curriculum da parte dei presidi, la mobilità ogni tre anni, le deleghe al DdL che il governo ha già annunciato.
Si afferma ripetutamente che non si possono assumere tutti e subito. Giusto, e allora perché, prima di annunciare nuovi concorsi, non si predispone un piano pluriennale di assunzioni, di tre o cinque anni, per svuotare tutte le graduatorie, comprese quelle d'Istituto? Non vi sono precari di serie A e serie B. La categoria docente è stata selezionata per merito (SSIS, TFA, PAS) e si è formata sul campo dopo decenni di insegnamento in scuole di ogni ordine e grado. Il Governo addirittura continua a parlare di nuovi concorsi anche per categorie di insegnanti che hanno ottenuto l’abilitazione dopo aver svolto corsi di preparazione molto qualificati, impegnativi e selezionanti presso le maggiori Università italiane con centinaia di ore di tirocinio nelle scuole e dopo aver superato, per accedere a tali corsi, tre prove concorsuali ciascuna con un punteggio da superare per poter accedere alla successiva.
Sono solo due esempi di questioni molto delicate connesse alla riforma della Scuola che non possono essere affrontate e risolte col metodo utilizzato fino a questo momento dal Governo e cioè di ignorare sostanzialmente tutto e tutti nella convinzione di possedere la verità. Procedere come un treno a folle velocità, quasi sempre provoca il deragliamento. La speranza, nell'interesse della Scuola pubblica e perciò di tutti i cittadini, è che il risultato elettorale possa determinare una seria riflessione da parte del PD.
Struttura Territoriale Docenti Precari