Il nuovo Consiglio regionale della Puglia vedrà la presenza di sette rappresentanti della Capitanata: Raffaele Piemontese (PD), 11339 voti; Paolo Campo (PD) 9363 voti; Leo Di Gioia (Emiliano), 9280 voti; Giandiego Gatta (FI), 9067 voti; Giannicola De Leonardis (Schittulli), 5367 voti; Rosa Barone (M5S), 5079; Napoleone Cera (Popolari), 3922 voti.
Sono le persone incaricate di portare le problematiche del territorio provinciale a Bari, si spera, sollecitando maggiore attenzione e voglia di individuare soluzioni che siano accettabili per tutti. Lucera e i Monti Dauni settentrionali non avranno una voce diretta nel Capoluogo di regione; gli sforzi compiuti, sicuramente commettendo molti errori, non hanno sortito risultato, anche se i 3436 voti racimolati da Pippo Agnusdei, contributo alla vittoria di Michele Emiliano, non sono da annoverare tra le cose da dimenticare di questa tornata elettorale; così come, per esempio, non può essere buttato al vento, nell'ambito dello schieramento di opposizione, il consenso tributato a Costantino Dell'Osso, per il Movimento Schittulli, 2216 voti. Vedremo se il neo governatore, quando sarà il caso, terrà nel giusto conto anche il risultato di Agnusdei per evitare che riprenda lo stillicidio di piccole e grandi ingiustizie ai danni del nostro territorio. Del resto, lo stesso Emiliano ebbe a dire che Lucera deve tornare ad avere peso. Speriamo non abbia cambiato idea e che sia lui, sindaco di Puglia, ora, a difendere le prerogative di cittadini che, non a torto e troppo spesso, si sono sentiti quasi di categoria inferiore rispetto a quelli di altre aree della Capitanata e del resto della Puglia.
"E' stata un'esperienza importante, per me - ci ha detto fugacemente Agnusdei -. Era un'impresa venire eletto, visto soprattutto il dato che ha riguardato l'astensionismo. Però, ce l'abbiamo messa tutta, a Lucera e nei comuni limitrofi, dove ho spiegato il senso della mia candidatura. Peccato". In effetti, se la metà degli aventi diritto, dopo anni di lamenti circa il ruolo ininfluente di Lucera nel panorama politico-amministrativo, rifiuta di recarsi alle urne, in un momento cruciale come quello in cui si trova la nostra città, certi obiettivi non si possono raggiungere. Anche perché coloro che si spendono per i candidati di fuori hanno dimostrato ancora di essere molto attivi; secondo calcoli, i lucerini, in queste Regionali, avrebbero elargito agli amici di fuori di alcuni circa 3500 voti. Ad ogni modo, Agnusdei, alla domanda se continuerà o meno la sua avventura in politica, ha lasciato intendere, pur con qualche reticenza, che essa potrebbe non essere finita.