<Il nostro territorio si propone come laboratorio europeo del benessere per offrire attività connesse al mantenimento dell’efficienza psico-fisica degli anziani e dei disabili>. Con queste parole, Lello Cicchetti, presidente della Comunità Montana dei Monti Dauni Settentrionali, ha aperto il convegno "Il Country Hospital Termale nel produrre salute", svoltosi sabato 8 marzo nel Centro congressi delle Terme di Castelnuovo della Daunia. L’incontro, organizzato dall’IQV (Istituto italiano per la qualità del vivere) e dal "Centro studi per il termalismo clinico e sociale" con il patrocinio dell’ente montano, ha avuto come oggetto il progetto del "Country Hospital Termale", prima esperienza in tutta Europa. La struttura è formata da 600 MMG (medici di medicina generale) e PLS (pediatri libera scelta) collegati in rete con il centro termale ed è finalizzata all’intercettazione delle "patologie evitabili" di interesse sociale nelle fasi più precoci ed al loro trattamento. Il compito del "Country Hospital Termale" è quello di operare grandi bonifiche nella popolazione, relativamente alle patologie delle prime vie aeree, broncopolmonari, dell’apparato digerente, vascolari periferiche e di interresse dermatologico. Il progetto è inserito nel quadro normativo "Produrre Salute", contenuto nel "Piano europeo della salute 2008-2013". Il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, in una nota, ha dichiarato che <l’iniziativa è sicuramente in linea con quanto da tempo la Regione Puglia sta cercando di realizzare in campo sanitario; non a caso l’approvazione della legge regionale n. 25 del 3 agosto del 2006 e la pdl di disciplina delle attività di termalismo clinico e sociale vanno proprio in questa direzione. Ritengo importante tale progetto – ha dichiarato il governatore – in quanto esso si iscrive in una concezione innovativa dello star bene e del benessere dell’individuo: non la cura delle patologie e delle afflizioni ma il mantenimento ed il conseguimento di uno stato di equilibrio psico-fisico del cittadino>. Vendola ha voluto anche sottolineare l’importanza che questo progetto abbia luogo in un paese che geograficamente appartiene alla periferia della regione, quasi in contrapposizione a una sanità spesso troppo urbanizzata e incentrata nei grandi comuni con i relativi corollari applicativi, organizzativi e scientifici. Anche Dino Marino, presidente della Commissione Sanità della Regione Puglia, ha voluto esprimere la piena disponibilità dell’ente regionale auspicando che il progetto diventi un motivo di orgoglio per la Regione Puglia. L’obiettivo finale del "Country Hospital Termale" è quello di intercettare la domanda di benessere non solo del nostro paese ma anche del nord-Europa. E, in questa ottica, le aree marginali, come quella dei Monti Dauni, possono assumere un ruolo trainante, funzionando come zone di bonifica della salute dei cittadini. Al convegno, moderato da Fausto Felli, presidente dell’Istituto italiano per la qualità del vivere, sono intervenuti anche Carmine Stallone, presidente della Provincia di Foggia, Sebastiano di Tella, sindaco di Castelnuovo della Daunia, Antonio Battista, direttore sanitario dell’Ares Puglia, Donato Troiano, commissario straordinario dell’Asl/Fg e Walter Regolo, presidente del Centro Studi per il Termalismo clinico e sociale. Il progetto del "Country Hospital Termale", promosso dall’IQV, è stato già discusso a Bruxelles con la FERPA (Federazione europea dei sindacati degli anziani) e con AGE PLATFORM, la più grande associazione di anziani d’Europa, con 270 sigle di ben 27 paesi.