Da Liliana Toriello del Circolo Società Civile riceviamo e pubblichiamo
PARTE SECONDA
Allego il documento dell’ottobre 2005 sulla discarica Del Sordo-Sequestro
LA CITTA’ DI LUCERA appartiene AI CITTADINI DI LUCERA?
Il circolo Società Civile si è posto questa domanda dopo aver esaminato tutti gli atti amministrativi, tecnici, societari e legislativi in suo possesso che hanno segnato, dagli anni ’90 ad oggi l’affare DISCARICA di rifiuti speciali non pericolosi inseriti nell’elenco delle attività insalubri di prima classe (D.M. 05/08/1994) Categoria di "tipo B" da installare in contrada DEL SORDO-SEQUESTRO.
Qualora, malauguratamente, il prossimo Consiglio Comunale approvasse il sito, il progetto già in variante e la convenzione con il soggetto esecutore e gestore della discarica -Ecodechet s.r.l.- si assumerebbe la responsabilità irreversibile di svendere l’ ambiente, la salute e l’equilibrio sociale per 1 EURO e 50 centesimi per ogni tonnellata di rifiuti speciali smaltiti . Un contributo di trenta denari " A RISTORO DEL SACRIFICIO ECOLOGICO CHE LA LOCALIZZAZIONE DELLA DISCARICA COMPORTA" PAG. 16 dello schema di convenzione che si vorrebbe approvare.
Un progetto, questo, che è lastricato da disattenzioni funzionali, inesattezze, omissioni, conflitti tra Enti Istituzionali. Fin dal suo nascere: Delibera di Giunta n.774 del 13/05/1991 (sindaco Giuseppe Melillo della giunta DC-PDS-PLI). In essa, da subito, si cita il sito Del Sordo- Sequestro come sede della discarica da costruire nonostante i pareri tecnici, comunali e provinciali, siano negativi. Il parere per la costruzione è espressa a favore della Società Ecologica Meridionale (SEM) che "localizzerà la discarica sulle particelle catastali 26-50-52-72-121 in foglio 5 già esistente ed utilizzata dal comune di Lucera". In verità il sito della discarica non controllata e gestito in fitto da parte del comune di Lucera ricade SOLO SULLA PARTICELLA 26 (Ha 7.16.70 :cava). Questa imprecisione o falso in atto pubblico? invoglia la SEM ad acquistare a tambur battente ( il 24-06-1991), dopo la delibera con "l’errore", le particelle in foglio 5 n. 50-52-72-121 ( tot. Ha 19.35.80). Della particella 26 era divenuta proprietaria la SEM il 01/12/1990 , realizzando, così, un ampio sito per un totale di Ha 26.52.50.
E’ da ricordare che la ditta Sem s.r.l. e la ditta Ecodechet s.r.l. nascono entrambe con atto notarile
in Lucera lo stesso giorno: il 01-08-1990. La prima con sede legale in via Trento, 8 a Lucera, la seconda a via Lecce, 2 a Foggia ma anche a via Fasani, 3 a Lucera (!)
L’assessorato regionale all’ Urbanistica dell’epoca, guidato da un concittadino, aveva già stilato una bozza di piano che prevedeva il sito Del Sordo Sequestro a servizio del bacino FG 2.
Ma la legge regionale N. 17, varata il 30-08-1993 rende il RE NUDO. Essa, da ora, regolamenterà lo smaltimento dei rifiuti ed imporrà ai Comuni di deliberare ( con l’ASSENSO e non con il parere come oggi si tende a far credere) per la scelta del sito su parametri tecnici precisi ; in ogni caso, escludendo come possibili nuovi siti, i vecchi siti già sede di discariche preesistenti in quanto irreversibilmente inquinati ( Legge 17 art. 15 comma 3). Per semplificare: sulla particella 26, già sede di discarica del Comune non è possibile costruire la discarica nuova a norma di legge. Contestualmente , i Comuni si possono consorziare tra di loro per progettare, realizzare e gestire gli impianti. Paradossalmente, il Consiglio Comunale convocato il 15-10-1993 delibera n. 45 decide….di non decidere. Tutte le forze politiche presenti, di maggioranza (DC-PSI-PSDI-PLI, sindaco Di Matto, e di opposizione (PDS- Rifondazione Comunista e Movimento Sociale D.N. ) esprimono un semplice "assenso di massima" per l’istallazione di una discarica di RSU nell’agro di Lucera.
La Capogruppo del Movimento per la Democrazia La Rete Liliana Toriello, anch’essa all’opposizione, pone, invece, in esame " non soltanto l’individuazione del sito secondo i parametri tecnici ma, anche, la gestione da scegliere per una discarica di R.S.U. d’intesa con gli altri comuni del bacino di utenza per la programmazione di un impianto efficiente ed al più basso costo possibile per tutti i consorziati". In effetti gli unici a volere una discarica di RSU a norma di legge sono i consiglieri della Rete Liliana Toriello e il dott. Domenico Porzio come attesta la delibera n.45.
I 17 Comuni del bacino FG 2 si attivano immediatamente deliberando per la costituzione del consorzio e, l’allora Presidente della Comunità Montana, oggi on. Lello Di Gioia, si fece promotore perché il progetto-consorzio tra i comuni si realizzasse. L’assente costante, nei numerosi incontri dei Sindaci del comprensorio, è Lucera che non delibera né per il consorzio né per il sito nuovo da individuare a differenza delle altre Amministrazioni del bacino Fg 2. Tra i siti parametrati nell’agro di Lucera su mandato di tutti i Comuni del Bacino, il più confacente in base ai dettati di legge anche perché baricentrico rispetto ai futuri consorziati, risulta essere Coppe di Montedoro. A questo punto intervengono la crisi amministrativa e lo scioglimento del consiglio comunale che lasciano le cose inalterate.
Per chi ha seguito passo dopo passo le vicende di questa pervicace volontà di Lucera di restare da sola piuttosto che abbandonare il mitico e blindato sito Del Sordo- Sequestro, non può non convenire, oggi come allora, con i pareri pesantissimi espressi sia dal responsabile dell’ U.T.C. (ufficio tecnico comunale) e sia dell’allora commissario prefettizio dott. Ricucci che, congiuntamente, nella loro missiva del 05-07-1994 al Presidente della Commissione Provinciale d’ individuazione dei siti di discarica, affermarono che " non un solo argomento appare a favore del sito Del Sordo- Sequestro. La rilevanza degli interessi finanziari pubblici e privati che la scelta, che si sta per operare, coinvolge, è notevolissima. Da qui la preoccupazione dei sottoscritti che, onde poter tutelare con ogni tempestività ed efficacia gli interessi della Municipalità che essi rappresentano, chiedono copia dei verbali della Commissione che abbiano riguardato o che riguardino in futuro il bacino Fg 2 dichiarandosi disponibili al pagamento delle relative spese".
A tanto si devono sottoporre i servitori dello Stato in attesa della resa o della rimozione ? Storie da eroi borghesi.
Oggi, a 12 anni dal primo Consiglio Comunale. sul tema incombe il prossimo Consiglio che dovrebbe essere conclusivo della tormentata vicenda Paradossalmente, il tempo ha lavorato a favore della trasformazione della discarica da R.S.U. in rifiuti speciali. Da discarica Rsu, è avanzata la necessità di mettere a dimora questo tipo di rifiuti con un bacino di utenza e ,quindi, di remunerazione, enormemente superiore.
Dal dicembre 2000 (seconda giunta Bonghi: DS-Rifondazione-SDI- PLI) inizia questa maturazione che nel gennaio 2001 ottiene, con una relazione frettolosa ed approssimativa del consulente urbanistico del Comune, il primo parere favorevole per discarica di rifiuti speciali. Ad esso fa seguito (maggio 2001) l’altro parere favorevole – a maggioranza- della C.E.C (commissione edilizia comunale) del 29-05-2001.
(Oggi -per inciso- aggiungo che tra questi atti formali citati nel documento presentato in Consiglio Comunale. per l’approvazione della discarica, spiccava il "mistero" di una delibera di Giunta citata in esso con il numero 225/ del 31-05-2001 ma che non risultava essere tale sul registro comunale visionato in mia presenza ed altre presenze dall’allora presidente del consiglio dott.Giuseppe Grasso, che si dimise proprio quel giorno dal suo ruolo il 27-10-2005).
La confusione particellare –e non solo questa- della prima delibera del 13-05-1991 n. 774, la si ritrova negli atti che, si spera, NON saranno approvati dalla giunta Labbate.
In essi si riporta. "Il nuovo impianto di discarica di rifiuti speciali sarà ubicato sulle particelle 50(parte) 52 (parte) 72–74-26 e 121". La mitica particella 26 viene inserita sul suolo della costruzione della nuova discarica (la legge lo vieta) salvo, poi, essere ripescata sotto la dicitura "messa in sicurezza e bonifica con recinzione" come previsto per legge
Delle due l’una : o è considerata terreno su cui si costruisce la nuova discarica o è da bonificare. Il reiterato errore – 5 volte menzionato - è stato già oggetto di diffida sindacale l’ 11-11-2003 e d’intimazione dell’ufficio urbanistico.
Lunedì, in spregio alle migliaia di firme dei cittadini, raccolte in pochi giorni per il NO alla discarica, il palazzo di città si è barricato chiudendo i cancelli .
Lucera, ottobre 2005
Caro Direttore, questo documento fu divulgato durante il periodo "caldo" dei tre Consigli Comunali che avrebbero dovuto dare l’assenso alla istallazione della discarica di rifiuti speciali sul sito Del Sordo-Sequestro. Esso, però, fu pubblicato soltanto dalla Gazzetta del Mezzogiorno nello stesso giorno in cui in Consiglio Comunale l’assessore Di Ianni si dimise (27-10-2005). I siti web pubblicarono le foto delle manifestazioni, degli striscioni, ignorando il documento che, pur, fu loro consegnato (il mio computer in quel periodo era in riparazione); un documento che evidenzia le responsabilità dei singoli esponenti politici e dei singoli partiti che, nel tempo, hanno avuto pesanti responsabilità nella mancata realizzazione di una discarica di RSU a norma di legge per la città ed il suo comprensorio ed, anche, un Consorzio con gli altri Comuni per la sua gestione.
Ma, anche, il documento evidenziava la trasformazione della discarica RSU in discarica di rifiuti speciali sotto la seconda giunta Bonghi.
Le manifestazioni di ottobre-novembre 2005 tendevano ad attribuire la responsabilità del varo della discarica di rifiuti speciali soltanto al "buon Peppino" ed alla sua Giunta mentre, dagli atti pubblici, si accertava che non solo la Giunta Labbate, ma tutte le Giunte precedenti avevano (compiuti) passi sostanziali per l’ottenimento dello stesso risultato.
Molti giovani organizzatori delle manifestazioni, non a conoscenza del reale percorso deliberativo della discarica, trassero le loro conclusioni politiche visionando gli atti; altri, con il mandato di cavalcare la protesta dell’allora opposizione contro–Peppino, oggi maggioranza con Peppino, impedirono a me ed anche ai componenti del comitato anti-discarica di Orta Nova, da me invitati, finanche di prendere la parola in una assemblea tenuta nella tavernetta di un pub con al tavolo della presidenza tutti gli esponenti della così detta opposizione di ieri, oggi maggioranza. Non la verità, dunque, sulla discarica ma ancora e sempre il teatrino delle parti per perseverare nel male vero per la città che è la cogestione trentennale senza vere maggioranze e senza vere opposizioni. I fiancheggiatori delle menzogne e non della difesa degli interessi pubblici, hanno preso l’abitudine, su tacito mandato, nei vari settori in cui sono stati collocati, di non far parlare chi (qualcosa sa) di questa città in merito all’illegalità diffusa, alle trame antiche e perseveranti nell’attualità, funzionali, come sono, al sistema dello "status quo" e, quindi, contro gli interessi legittimi della collettività. Ma, presto, anche di questo bisognerà dettagliatamente informare. Le persone sono scomode, da demonizzare quando non sono funzionali ai progetti smaccatamente contrari agli interessi collettivi. E se, poi, si è, anche, informati per dare dignità al diritto-dovere di esercitare la cittadinanza attiva, la partitocrazia si chiude "a riccio", volgare ed arrogante nelle sue manifestazioni di contrasto. Spesso, però, i "massimi esponenti " della politica lucerina ci possono regalare grandi momenti d’ ilarità collettiva, specie quando si producono in interviste al di sopra delle loro possibilità. Un karakiri appezzabile che rende bene qual è uno dei tanti malesseri della città da contrastare.
Il giorno delle dimissioni in Consiglio Comunale dell’assessore Di Ianni (ex UDC -oggi imbarcato alla Provincia dal centro sinistra come Revisore dei Conti), la sottoscritta evidenziò con un cartello al collo il conflitto possibile d’interessi del conigliere Vincenzo Forte (DS), dello stesso assessore Di Ianni (UDC) e del consigliere forzista (ex DS) Scioscia. Infatti, dalla visura camerale della Ecodechet srl, riportata anche dalla Gazzetta del Mezzogiorno lo stesso giorno del C.C. "figurano nel collegio sindacale due ragionieri iscritti al locale albo di Lucera: Domenico Ugo De Luca, titolare del Cedas (centro di elaborazione dati di via Curato che ha tra i componenti l’ex assessore Pds Francesco Antonio Forte) e Ferdinando Antonio Cervino, titolare di uno studio associato in via Spagnoletti Zeuli (assieme a Raffaele Di Ianni, assessore UDC in carica". Inoltre, nel progetto per la realizzazione della discarica che si voleva approvare, a pagina 3 è riportato:"Visto il progetto a firma dell’arch. Silvana Scioscia, progettista delle opere della discarica, agli atti dell’ ufficio S.U.A.P., relativamente ai soli aspetti localizzativi…".
Il putiferio si scatenò nel Consiglio Comunale successivo (15-11-2005) che vide il consigliere Scioscia prodursi in una performance vagamente paranoica contro "un manifesto portato al collo da una donna e, subito dopo, affisso alla staccionata di quest’aula" . La "staccionata", si badi bene, è la balaustra che delimita lo spazio dell’aula consiliare tra il pubblico ed i consiglieri. (Leggi Frizzo politica 15-11-2005). L’attacco coinvolse, anche, nella seconda parte, come chiamarlo? dell’intervento un suo collega di partito. Prontamente, così come sollecitato, il consigliere Melillo (ex sindaco che sancì la svista o falso in atto pubblico? della delibera che diede l’avvio inglorioso alla discarica SEM-ECODECHET) replicò, rassicurando il suo accorato interlocutore sulla necessità dell’emarginazione, dell’isolamento dei provocatori. A dar man forte si accodò il consigliere Carlo Di Matto il quale sbraitò contro la Rete, forse non dimentico che il Movimento denunciò (giugno 1992) in un manifesto, tra i tanti affari poco chiari della città, così come su di esso scrivemmo, anche la "Discarica comunale: affidata alla ditta SEM di Lucera di cui fanno parte amministratori della Immobil Daunia (gruppo Iacorossi inquisito dai Magistrati di Milano) e da soggetti locali di recente proprietari del terreno su cui DEVE nascere. Il DEVE è d’obbligo perché non si capirebbe altrimenti il fatto che, dopo ben due pronunciamenti negativi dell’ Ufficio tecnico di Lucera (per inquinamento della falda acquifera e per il costo eccessivo rispetto ad altri possibili siti) ed un altro anche esso negativo dell’Ufficio Programmazione e Ambiente della Provincia, lo stesso, questa giunta ha deciso con due delibere che quella e solo quella DEVE essere la ditta appaltante e quello e solo quello DEVE essere il sito DEL SORDO-SEQUESTRO per istallare la discarica".
Il manifesto fece enorme scalpore in città e la Magistratura lo sequestrò (giugno 1992). Con grande gioia dei Retini ma, anche di tanta gente che auspicava e credeva in una svolta rigeneratrice, ideale e politica. Finalmente si sarebbe fatta luce su tante vicende poco chiare denunciate nel manifesto!
Più volte, su invito della Magistratura, conferii con il Sostituto procuratore Eugenio Turco che sui giornali dichiarò che sarebbe volato dai magistrati di Milano. Di fatto, ciò non avvenne. Nel febbraio 1993 la Magistratura (Gazzetta del Mezzogiorno del 12-02-1993) fece sequestrare dai carabinieri della locale compagnia presso l’Assessorato regionale alla Programmazione in via Capruzzi a Bari gli atti fin li prodotti sulla discarica per accertarne la dinamica e la legalità degli atti stessi. In seguito, ancora, nessun riscontro si ebbe.
Oggi il costo delle cartelle esattoriali continua a lievitare: di chi è la colpa? Credo di aver dato la risposta.
Ultima notizia: apprendo con vivo interesse che sabato 8 marzo a Lucera, si discuterà in un forum di "R.S.U.:ricchezza o povertà?" In esso si analizzeranno: 1) La realtà della provincia di Foggia 2) I termovalorizzatori: esperienze a confronto 3) Il rischio oncologico da incenerimento dei R.S.U.
Il forum è patrocinato dalla Provincia e dal comune di Lucera su iniziativa del Rotary Inter….presso il teatro Garibaldi alle ore 9.
E’ da rimarcare che gli Enti pubblici spendono danaro pubblico per discutere di problematiche che non abbiamo, ad oggi!, mentre non hanno dato risposte alle richieste del coordinamento intercomunale "Salute e Territorio" di ottenere un locale pubblico per discutere di problematiche che già esistono sul nostro territorio.
A meno che….non si voglia anticipare, con una convegnistica da supporto, di persuasione, la necessità d’istallare sul nostro territorio questo nuovo "oggetto", il dubbio sorge e sabato va verificato.
PARTE PRIMA IL COSTO DELLA NOSTRA "MONNEZZA" Caro Direttore,
Le tasse comunali sulla spazzatura sono aumentate, negli ultimi anni, in maniera esponenziale e sempre più lo saranno per la mancanza di una nostra discarica di RSU sul nostro territorio. I lucerini è bene che sappiano il percorso che ha determinato questo risultato con conseguente aggravio economico per noi cittadini. E regolarsi di conseguenza quando si recano a votare. L’alta stabilità dei ruoli, infatti, delle solite persone nelle Istituzioni <<il nocciolo duro>> accompagna, nel tempo, la realizzazione di progetti che si concludono, come in questo caso, a svantaggio degli interessi collettivi.
E qualora, come è accaduto per la vicenda Sacco, il TAR dovesse mettere in discussione i deliberati del Comune a favore dell’impresa Ecodechet, proprietaria dei terreni su cui essa voleva (o vuole, ancora?) costruire la discarica di rifiuti speciali, ci troveremmo in una bufera economica annunciata di cui la Corte dei Conti dovrebbe tenerne conto per l’individuazione delle responsabilità che non sono le nostre e, perciò, non dobbiamo noi pagare per loro.
Questa è la cronistoria del costo della nostra "monnezza".