"E’ un fatto molto positivo che cambierà la nostra strategia. Abbiamo superato i confini per acquisire un ruolo primario in questa lunga trattativa". Con queste parole, il sindaco di Celenza Valfortore, Francesco Santoro, ha commentato l’incontro su Piano dei Limiti svoltosi venerdì nel piccolo comune molisano di Colletorto. Dalla riunione è emersa la volontà, da parte dei cinque comuni interessati dalla realizzazione della diga (Celenza Valfortore, Carlantino e Casalnuovo Monterotaro per la Puglia, Colletorto e San Giuliano di Puglia per il Molise), di condurre in maniera unitaria e compatta le trattative per la costruzione dell’invaso. In pratica, i sindaci pugliesi e molisani saranno uniti per ottenere una giusta compensazione per la perdita di altri terreni e quindi di altra ricchezza. La parola d’ordine sarà quella di non permettere un secondo sopruso come quello che ha spianato la strada alla realizzazione dell’invaso di Occhito. La compattezza dei cinque sindaci "è indispensabile", ha spiegato Santoro, affinché Piano dei Limiti diventi un’opportunità e non un’ulteriore beffa per queste comunità. La "svolta di Colletorto" (così è stata definita la riunione molisana) cambierà non poco lo scenario in questo complesso gioco delle parti che riguarda i comuni, la Regione Puglia, la Regione Molise e il Consorzio di Bonifica della Capitanata. <A dire il vero siamo stati sempre in contatto tra di noi – ha dichiarato il sindaco di Colletorto, Antonio Mucciaccio - anche se da oggi in poi saremo sempre compatti nel rivendicare i nostri diritti presentandoci sempre insieme ai futuri tavoli, le due regioni da una parte, i cinque comuni dall’altra". Il mese scorso, nell’incontro svoltosi a Bari, la Regione Puglia ha deciso di commissionare alla Camera di Commercio di Foggia uno studio specifico sull’analisi socio-economica dei tre comuni pugliesi. In merito, è stato fissato, per il prossimo 11 marzo, un incontro fra i comuni e l’ente foggiano di via Dante per iniziare una valutazione precisa dell’impatto della diga di Occhito e di quella di Piano dei Limiti sul territorio. Sabato prossimo, invece, i sindaci dei cinque comuni interessati dal progetto torneranno a riunirsi a Colletorto.
LA DIGA DI PIANO DEI LIMITI
La diga di Piano dei Limiti prevede un investimento di oltre 200 milioni di euro. Si estenderà a valle dell’invaso di Occhito, occupando uno spazio pari a 517 ettari, 224 molisani (218 ettari Colletorto e 6 San Giuliano di Puglia) e 293 pugliesi (210 ettari Casalnuovo, 74 Carlantino e 9 Celenza Valfortore). La diga "Piano dei Limiti", progettata dal Consorzio di bonifica della Capitanata di Foggia, ha ottenuto uno stanziamento dal Ministero delle Politiche Agricole di circa 118 milioni di euro, altri 12 milioni saranno messi a disposizione dalla Regione Puglia, mentre 7 milioni di euro saranno necessari per le spese inerenti gli espropri. Il nuovo lago artificiale avrà una capacità di circa 40 milioni di metri cubi. Per la costruzione della diga di Occhito, negli anni ’60, furono sottratti i terreni coltivati più fertili alla stessa area interessata dal nuovo progetto. Il danno di quella sottrazione, nel tempo, è stato di gran lunga superiore agli indennizzi assicurati ai coltivatori della zona. Fatalmente, la seconda diga sottrarrà altro spazio e terra alle aziende agricole della zona. Il rimboschimento dell’area circostante l’invaso di Occhito, realizzato essenzialmente con pini e cipressi, ha prodotto un grosso decremento della pastorizia e della fauna stanziale. Palesi le negative trasformazioni delle condizioni climatiche, poiché da un clima freddo ed asciutto si è passati ad un clima umido, come è stato dimostrato dallo studio socio-economico "Dalfino-Gualdi-Rotella" commissionato dalla ex Casmez nel 1977. Con un secondo invaso si rischia di "rubare" alla Pianura Padana il primato delle nebbie e dell’ umidità. Anche il patrimonio archeologico risulta notevolmente danneggiato così come risulta dai numerosi ritrovamenti e testimonianze archeologiche della civiltà romana e del periodo medioevale.