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AMOREXIA - LE FOTO DI MARCO DI GIOIA IN MOSTRA A LUCERA
 

Dal 22 novembre al 20 dicembre 2014 a Lucera, presso Bacco e Perbacco a cura di Giuseppe Petrilli, si terrà Amorexia, mostra fotografica di Marco Di Gioia.
Vernissage d’apertura, Bacco e Perbacco, sabato 22 novembre alle 21, in Piazza Duomo.

Più che un fotografo Marco Di Gioia è un (ri)creatore di mondi, uno scenografo dei sentimenti, uno che è capace di allestire le zone più cupe e nascoste dell’interiorità donando loro luci e forme inaspettate e affascinanti. Le sue foto sono rappresentazioni viventi, un mix di onirico e reale fusi insieme che fa l’effetto di una poesia. I suoi ritratti sono - a uno sguardo più attento - ritratti dell’anima, trasfigurazioni del volto che in qualche misterioso modo rivelano, nell’immobilità, una scintilla umana profonda. A quanti gliel’hanno chiesto, ha sempre risposto di non aver mai avuto dei veri e propri maestri ispiratori; "Forse l’unico che amo davvero è quello che possiamo considerare il pioniere della fotografia, Nadar", ammette. Guardando le foto di Marco Di Gioia ciò che salta subito all’occhio è l’uso artistico delle luci: vi è un (sesto)senso viscerale della luce e dei suoi effetti che non può non ricordare le potenti tele di Caravaggio e, di conseguenza, le grottesche scene dense di colore di un più contemporaneo Jan Saudek, riempite qui con sapienti giochi di tavolozza digitale invece delle pennellate ad olio. La preponderanza del corpo nudo (o di parti di esso) come soggetto principale delle immagini, scomposto, diluito e ri-emergente ai margini di ambientazioni spoglie o cupe, ricorda inoltre gli splendidi bianchi e neri di Francesca Woodman.
La fotocamera per Marco è stata negli anni una compagna, probabilmente una fedele confidente, e quindi una bacchetta magica, il mezzo più congeniale per rappresentare i sentimenti vorticanti e dare vita a quelli che a lui piace chiamare "ritagli fotografici", e che io ho sempre definito "bombe" di bellezza per gli occhi e la mente. Inseguire con cura tecnica le forme della bellezza, pulsante pur nell’abbandono, è proprio uno dei possibili messaggi della fotografia, che quando è vissuta come Passione e personale sfida di autoformazione non può che donare emozioni svelando l’armonia (pur) sempre presente nel tragico, così come il volo del sogno che è indispensabile spiccare dalla piatta vita quotidiana. Viene fuori allora l’inevitabile riflessione sul bello e il brutto, e su quanto ciò che è comunemente ritenuto orrido e sconveniente sia, alla fin fine, davvero sgradevole, esecrabile e lontano dal nostro mondo interiore.
"Amorexia" è il piccolo scrigno che raccoglie un nucleo essenziale del lavoro – purtroppo poco noto qui in provincia – di questo artista: la riflessione, in forma figurativa e immaginifica insieme, sulla privazione dell’amore come motore del desiderio. Troveremo in mostra volti e corpi apparentemente sfiniti alla rassegnazione di un’assenza, sfiancati dal peso della grandezza d’amore di cui sono stati portatori, ma che proprio in virtù di questo stato si riveleranno completamente ardenti di nuovo desiderio. Marco Di Gioia definisce "amoressìa" questa sindrome psicofisica da rifiuto dell’amore, alla quale si accompagnano disturbi somatici e psichici - rappresentati appunto nelle sue foto - e che, similmente al rifiuto del cibo, nasconde un forte desiderio di bellezza tutto (di nuovo) da colmare. E’ un concetto d’amore che sembra dunque ergersi soprattutto su una mancanza, ma mai rassegnata, anzi sempre in cerca, in cammino: "Cosi anche l’amore è amante della bellezza, ma sa che la sua natura consiste nel perseguirne la mancanza, non nel colmarla. Solo la mancanza promuove il desiderio e soltanto il desiderio è in grado di suscitare l’amore". Guai a sentirsi troppo colmi d’amore e bellezza, insomma. In caso di Amorexia solo piccole dosi alla volta.

Annarita Favilla

Marco Di Gioia: classe ’82, di Lucera, ha frequentato il Dams a Lecce e ha imparato lì i trucchi per convivere con il dolce demone della fotografia. Ha vinto un premio al concorso fotografico MArteLive (edizione 2009) e alcune sue opere sono state scelte per essere esposte all’interno della Dream Point Gallery di Budapest (dal 2011 al 2013). Alcuni scatti, appartenenti al secondo periodo della sua produzione fotografica, sono stati esposti a Lucera il 21 luglio scorso durante la rassegna "Zunica Mon Amour". "Amorexia" è dunque la prima personale – ufficiale – organizzata nella sua città natale, curata dall’artista Giuseppe Petrilli.



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