Pasquale Dotoli, mercoledì 17 settembre, ha tenuto una conferenza stampa, a cui ha partecipato anche il consigliere Fabio Valerio, sul dissesto finanziario che potrebbe attendere il Comune di Lucera. Il tema è caldissimo; se ne è parlato nel corso dell'ultimo Consiglio comunale; e trova ampio spazio nel dibattito aperto dai media. In qualità di ex sindaco, Dotoli rigetta le accuse della nuova Amministrazione riguardo alle responsabilità della grave situazione finanziaria in cui si trova Palazzo Mozzagrugno e lo fa, prima di tutto, ricordando di avere ereditato pesanti macigni già prefigurati dal Commissario prefettizio, Michele Di Bari, nella sua relazione sulla gestione dell'Ente nel periodo ottobre 2008-giugno 2009. Scriveva Di Bari, a proposito dello scenario economico, "Anche se dall'esame dei dati contabili non presenta gravi aspetti di criticità, potrebbe subire negative ripercussioni qualora alcune vicende che si trascinano da anni dovessero definirsi in maniera sfavorevole". Il riferimento era soprattutto alla famigerata questione Sacco e al suo il risarcimento milionario, come pure alla mancata restituzione alla Regione Puglia del prestito di 1.043.673 euro concesso al Comune di Lucera nel 1985 e 1986 per l'acquisizione ed urbanizzazione di aree ricadenti nel piano di zona 167 e ai costi del contenzioso comunale che, nel periodo 2000-2009, denuncia spese legali per 3.793.232 euro.
Dotoli ha ricordanto che durante il suo mandato la situazione si era fatta difficile per il taglio dei trasferimenti dallo Stato, quantificabile, dal 2011 al 2013, in 5.711.688 euro, e con una montagna di debiti fuori bilancio rinvenienti da sentenze pari 6.714.428 euro, in gran parte riferiti agli espropri in zona Peep (legge 167), riconosciuti poi in Consiglio comunale tra il 2010 e il 2013. L'ex Primo cittadino ha aggiunto che il debito con la Regione Puglia di 1.043.673 euro, sotto la sua Amministrazione, il Comune lo ha riconosciuto e dilazionato con accordo transattivo; e riguardo ai debiti per prestazioni legali, Dotoli ha sottolineato che dagli esami contabili oggi risultano da riconoscere circa 500mila euro il che vuole dire che l'Ente ha pagato qualcosa come 3.200.000 euro. Non è mancato un accenno ad altre situazioni debitorie, rinvenienti dal passato, che tra il 2009 e il 2014 sono state affrontate sanandole o dilazionandole con accordo transattivo. Sulla incredibile mazzata per il mancato pagamento delle utenze al Palazzetto dello Sport, Dotoli, probabilmente, punta a sfumare le responsabilità del suo governo, preferendo tirare in ballo la tecnostruttura, ma onestamente riconosce che chiunque, in questo momento a capo della Città, avrebbe grandi difficoltà; tuttavia ritiene non corretto da parte di Tutolo - che Dotoli ammette essere stato protagonista di cinque anni di serrata opposizione con grande conoscenza di ogni problematica - buttare tutto in un unico calderone delle responsabilità per il disastro, anche perché, a suo dire, quando si amministra un comune è facile che emergano brutte sorprese. Al di là di ogni disputa, Dotoli auspica il superamento di questa difficile fase, augurandosi che coloro che rivendicano crediti accettino il pagamento dilazionato.
Il confronto continuerà nel prossimo Consiglio comunale che dovrebbe tenersi il 29 settembre, e in quella occasione il sindaco, Antonio Tutolo, non si lascerà sfuggire l'occasione, o lo farà anche prima, per "rileggere" quanto Dotoli dichiara in questi giorni, fornendo il suo punto di vista.