Luca Carboni, al cospetto del grande pubblico radunatosi in Piazza Matteotti a Lucera, martedì 19 agosto, si conferma grande protagonista della musica italiana. Si è detto rammaricato per non aver potuto suonare lo scorso 16 di agosto, a causa del maltempo e ce l'ha messa tutta, perché i tanti fan giunti da ogni parte della Puglia e dalle vicine regioni non rimanessero delusi. Quasi due ore di concerto, con tanti successi, quelli che i ventenni di trent'anni fa, ma anche quelli di venti e dieci anni fa, come gli attuali hanno fatto propri al di là delle mode effimere. Carboni è un sempre verde, in quanto è artista autentico, abilissimo ad aggiungere nuova linfa alle cose fatte in passato e a cercare nuove strade, nuovi orizzonti verso i quali proiettare la sua ispirazione. Salito sul palco, ha aperto la scaletta con "La mia città", incendiando l'entusiasmo della piazza.
Prima dello spettacolo, ha volentieri risposto alle domande di Sunday Radio.
Luca, hai suonato in questa piazza quattordici anni fa, in questo tempo cosa è cambiato nella tua vita sul piano artistico e personale?
"Sono stati anni intensi perché è nato mio figlio, un'esperienza assolutamemte nuova, intensa. Ho rallentato con la musica. E' difficile dire cosa sia cambiato, di certo non è cambiato lo spirito con cui si cerca di far nascere una canzone."
Oggi la televisione ha un'importanza notevole nell'ambito della produzione e la diffusione della musica; qual è la tua opinione sui talent?
"Il limite dei talent è che tendono a valorizzare quasi solo le doti vocali, trascurando l'aspetto autorale. Non ho nulla contro i talent, ma manca lo sforzo per cercare di rinnovare la canzone."
Quindi, lo stato di salute della musica italiana non è dei migliori...
"E' un momento di transizione; c'è una grande crisi delle case discografiche che hanno ridotto il personale e le possibilità di fare esperimenti. Forse con internet e le altre nuove forme di comunicazione i giovani potranno venire fuori, magari sganciati dai talent e dai meccanismi dell'industria discografica. Ho fiducia che nel sottobosco qualcosa nasca. Non me la sento di vedere tutto negativo, anche se stiamo vivendo un brutto momento dal punto di vista creativo."
Tu, intanto, a cosa stai guardando?
"Dopo i concerti che dobbiamo ancora fare, mi concentrerò sul disco nuovo; la scrittura è già cominciata e spero di essere in studio per gennaio. Posso dire che sarà un disco con degli esperimenti."
Ci vuole ancora un fisico bestiale per fare il tuo mestiere?
"Ce ne vuole sempre di più, perché sono cambiate davvero tante cose ed è difficile avere attenzione da parte della gente per periodi lunghi e riuscire a crescere musicalmente."