La Fortezza svevo-angioina (per i lucerini, il Castello), lo sappiamo, è malata; è afflitta da gravi problemi, tra i quali comprendiamo anche decenni di limitato interesse da parte delle amministrazioni; per non dire degli atti di vandalismo che ancora oggi subisce.
La trascuratezza balza immediatamente agli occhi di chiunque si avvicini e colpisce la sensibilità del visitatore forestiero, che spesso non manca di lamentarsi del degrado che nota.
Erbacce, scritte sulle mura, rifiuti e altro costituiscono, e da un bel po', un attentato alla nostra credibilità di cittadini. A che serve vantarsi della propria storia e del patrimonio monumentale presente in zona se tutto si risolve in sterili proclami? Cose dette e ridette, non sappiamo più quante volte.
"Ma è per alimentare le mucche volanti, razza autoctona?", l'ironica domanda che qualcuno fece vedendo la vegetazione, con veri e propri alberi di pino, che adorna la sommità delle mura in diversi punti.
Circa tre anni fa, la stessa domanda la girammo all'amministrazione dell'epoca che promise di intervenire prima che le radici di quegli alberelli affondassero ulteriormente nella muratura, con tutti i prevedibili danni. Al problema però non si è provveduto; un assessore, lo scorso dicembre, ci disse che era difficile reperire la somma necessaria per noleggiare i mezzi che permettono agli operatori di raggiungere quell'altezza ed effettuare correttamente la pulizia; qualcuno, oggi, dice che la cosa è di competenza della Soprintendenza.
Le mucche volanti, in verità, nessuno le ha mai viste, e non sappiamo quante esse siano e quando si dedichino al pascolo, seguendo il profilo delle mura della Fortezza svevo-angioina, così come sconosciuto è il luogo dove trovino riparo e cosa facciano (forse ruminano) quando gli umani bazzicano all'interno (a pagamento, ma non tutti) e intorno al maestoso e triste monumento.
Secondo voi, cosa avverrà prima: l'avvistamento di una mucca volante o la scomparsa - con la conseguente estinzione dei bovini alati - della rigogliosa vegetazione che ogni volta ci fa fare una figura barbina davanti a drappelli di visitatori?