Averle viste finalmente in Consiglio comunale ci ha fatto pensare che non possono essere che loro la grande novità della consiliatura che è appena partita, a Lucera.
Sono ben sette, e sono le donne che gli elettori hanno mandato a Palazzo Mozzagrugno. Almeno per quanto siamo in grado di ricordare, si tratta di un fatto senza precedenti.
La seduta inaugurale, tenutasi al teatro Garibaldi, è stata aperta proprio da una donna, Marina Petroianni, in qualità di consigliera più suffraga della tornata elettorale, nella funzione di presidente dell'Assise, in attesa dell'elezione di Luca Borrelli; il quale ha una donna tra i suoi due vice, Imma Cibelli.
Cinque nella maggioranza, due nella minoranza, le rappresentanti del gentil sesso avranno modo - ce lo auguriamo - di lasciare il segno, e questo sarà ancora più evidente se consideriamo anche le due donne nominate nella Giunta. Insomma, qualcosa di fortemente bene augurante, soprattutto se sapranno operare senza rimanere all'ombra dei colleghi maschi, imprimendo un carattere inedito ai lavori consiliari, a cominciare dal contegno da tenere tra i banchi, cosa di cui hanno spesso difettato i consiglieri del passato, propensi a distrarsi, a parlare tra loro, ad animare un perpetuo e irriguardoso andirivieni tra l'aula e gli spazi attigui. Situazioni che hanno irritato, a più riprese, il presidente di turno e coloro che in quei momenti avevano la parola. Probabilmente, anche gli scontri dialettici saranno meno urlati e veementi, e i contendenti avranno, forse, l'opportunità di capirsi meglio e far capire meglio quello che avranno da dire, chissà.
Dovrebbero, quindi, essere molteplici i benefici derivanti dalla presenza di così tante donne in Consiglio comunale, la punta avanzata del rinnovamento; i capelli freschi di parrucchiere, il tubino nero, il tacco dodici, e pure il ciuffo gelatinato con il casual ispirato all'hip hop, dove ha quasi sempre dominato l'universo maschile.
Sono occhi nuovi, sensibilità nuove, che scandaglieranno la città, e i suoi problemi, alla ricerca di storie. Raccontatecene tante; parlateci di una Lucera che non vuole perdere la speranza e che deve essere aiutata, sostenuta, incoraggiata, salvata. Fatelo con coraggio. Fatelo da donne.