E' stato condotto nel carcere di Lucera alle 4,30, dopo l'interrogatorio, il 35enne che ieri ha ucciso in via Porta Foggia una donna di 55 anni armato di un coltello da cucina con una lama di 18 cm che ha abbandonato in strada dopo il tragico gesto. L'arma, prima che fosse rinvenuta dagli inquirenti, era stata notata anche da alcuni passanti. Il giovane, di casa nella scala b dello stesso stabile, si č recato dai carabinieri spontaneamente, dichiarandosi colpevole dell'omicidio della donna, aggredita nell'atrio del palazzo, mentre si accingeva a prendere l'ascensore, pur non avendo nulla contro di lei. Da anni, era in cura, perchč affetto da psicosi paranoica cronica, ma non era mai stato dichiarato pericoloso dai sanitari. La tragedia della morte del padre, ucciso nel corso di una rapina nella sede della ditta dove lavorava come contabile, anni fa, aveva segnato la sua vita, č stato detto. Burrascoso il rapporto con la madre, che spesso, subiva le sue reazioni violente, come nella notte tra sabato e domenica. La donna, picchiata e buttata fuori sul pianerottolo di casa, esasperata e in lacrime, ha chiamato i carabinieri che, intervenuti, hanno intimato al giovane di aprire la porta. Al suo rifiuto, i militari avrebbero voluto entrare con la forza, ma la signora non avrebbe acconsentito. Dopo aver passato il resto della notte nell'atrio del palazzo, la donna avrebbe chiesto consiglio proprio al marito della vittima, noto avvocato. Il legale le avrebbe suggerito di non fare ritorno a casa e di andare a stare da parenti. Poi, domenica sera, il raptus omicida scatenato da chissā quali pensieri; forse, aveva saputo che la genitrice si era rivolta all'avvocato. Preso un coltello in cucina, il giovane ha fatto le scale; ha attraversato il cortile che separa i due blocchi dello stabile, un casermone anni 60, ha spalancato il portone interno che immette nell'atrio e si č trovato davanti proprio quella bella signora, alta e distinta che rincasava. |