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QUELLI CHE VOLEVANO I PINK FLOYD A LUCERA PER LA FESTA PATRONALE
 
Immancabili, fioccano le polemiche, dopo l'annuncio che sarà Luca Carboni a tenere il concerto del 16 di agosto per la chiusura della Festa Patronale. L'autore di Ci vuole un fisico bestiale, tra l'altro, ha già suonato a Lucera 14 anni fa, per cui le critiche, in questi giorni, sono state anche più insistenti.
Ma tutto è nel solco della tradizione, perché mai, da quando abbiamo memoria, è stato possibile cogliere un positivo e unanime giudizio sulle scelte operate dal Comitato feste, espressione della Chiesa locale, neanche durante i fastosi anni 90 che ci regalarono la presenza, in Piazza Matteotti, di nomi altisonanti e di indubbio prestigio come Riccardo Cocciante, Fiorella Mannoia, Mango, Gianna Nannini, Edoardo Bennato, Gianluca Grignani, Ron e, soprattutto, i Pooh e Francesco De Gregori. Insomma, alcuni dei grandissimi della musica italiana e durante i momenti importanti della loro carriera. Concerti che richiamavano pubblico dall'intera provincia e oltre; Lucera era rinomata per la capacità di organizzare eventi memorabili nell'ambito delle feste patronali. Erano altri tempi; forse, il Comune era più ricco, ed elargiva contributi più consistenti, e i cittadini tenevano ancora molto alla Festa della Madonna e quindi partecipavano con le offerte. Tuttavia, si coglievano espressioni di dissenso; c'era sempre chi avrebbe voluto vedere l'autore del tormentone di turno in testa alle classifiche, o chi pretendeva, senza mezzi termini, Vasco Rossi o Pino Daniele e addirittura Francesco Guccini o storiche e inarrivabili band internazionali. Sembrerà strano, però, qualcuno ebbe anche il coraggio di pronunciare l'ìmpronunciabile, chiedendo di poter vedere gratis i Pink Floyd! Erano modi poco seri e pretestuosi di esprimere la propria opinione riguardo ad un evento, la Festa Patronale, che allora, negli anni 90 appunto, aveva raggiunto, sul piano musicale, un livello molto alto.
Nessuno era in grado di sapere, tra coloro che apprezzavano come tra coloro che criticavano sempre e comunque, che tutto sarebbe cambiato e che sul palco del 16 di agosto, a causa della crisi e di altro, via via sarebbero approdati artisti bravi ma considerati di seconda schiera, perché la musica leggera, dominata dallo strapotere televisivo, fabbrica nuove vedette che finiscono nella categoria denominata, per la nostra depressa realtà e per i video-fan di questi personaggi, Vorrei ma non posso. Una volta le stelle erano tutte davvero tali; oggi, invece - e questo è tragico - il vincitore di un insulso talent con insulse canzoni viene posto sul trono nell'olimpo (come diceva il grande Lelio Luttazzi), magari vince anche Sanremo, e per un suo spettacolo si chiede l'iradidio, salvo cadere in disgrazia e comparire da comprimario nelle tanto snobbate feste di piazza.
Alla fine, oggi, c'è realmente poco da dire sugli eventi del ferragosto - che chiamiamo Festa Patronale - proprio perché poche sono le risorse e cambiare rotta è difficile. Pur se rimane l'aspetto religioso, che non risente della crisi, non porta polemiche e consola, almeno in parte da quanto ne sappiamo, gli organizzatori. 


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