La coalizione Piazza Pulita, trionfatrice alle elezioni amministrative, ha ringraziato gli elettori con una manifestazione tenutasi in una Piazza Duomo affollata come non mai, lunedì 9 giugno. Per l'occasione, Antonio Tutolo ha aggiunto una nuova perla al successo tributatogli dai suoi sostenitori; il neo sindaco ha, infatti, ufficializzato l'affidamento di un assessorato a Daniela Marcone - presente sul palco - figlia di Francesco Marcone, il direttore dell'Ufficio del Registro di Foggia, ucciso da sicari rimasti ignoti, nel 1995. Daniela Marcone è responsabile provinciale di Libera, l'associazione contro le mafie fondata da don Luigi Ciotti, e si occuperà di trasparenza, vigilando soprattutto sugli appalti. Un tassello fondamentale, evidentemente, nel mosaico che l'Amministrazione Tutolo ha intenzione di costruire; un messaggio che la dice lunga sulla portata innovativa della fase che si intende aprire; un modello anche per altre realtà.
Il lavoro che attende il prossimo governo cittadino, però, è immane e sarà irto di difficoltà. Tutolo, tuttavia, non sarà solo, in quanto il movimento (con precisi riferimenti anche in alcuni comuni del Preappennino e non solo) che lo ha portato ad indossare la fascia tricolore rimarrà al suo fianco, confermando la caratterizzazione popolare della sua investitura.
Con l'approdo a Palazzo Mozzagrugno, da Primo cittadino, Antonio Tutolo ha completato la prima parte di un lungo cammino durante il quale, con il suo impegno, è stato il lievito che ha fatto germogliare una nuova coscienza in migliaia di Lucerini (e non lo diciamo noi).
La Pagnotta sfama la buona politica. Perché a Lucera hanno vinto le buone pratiche della politica contro il sistema stantio dei partiti (che è arroccamento del potere), di questi partiti e di certi uomini: l'unica, vera antipolitica. E a nulla sono valsi gli insulti di uno stralunato personaggio televisivo che ha definito miserabili i simpatizzanti e gli attivisti (cittadini di Lucera) della Pagnotta (pignatta), dopo che altri si erano pronunciati usando termini ed espressioni anche peggiori (e per fare peggio di quel tizio ce ne vuole).
Miserabile, lo si vada a dire a quell'anziana che domenica mattina, in strada, esortava una ragazza ad andare a votare per Tutolo ("pecchè Tutolo è brave"); lo si vada a dire a quell'elegante signore sulla settantina, in principe di galles, cravatta ben stretta in gola e scarpe all'inglese, che in Piazza Matteotti non vedeva l'ora che cominciasse lo spoglio delle schede per festeggiare; lo si vada a dire ai medici, agli avvocati, agli ingegneri, agli architetti, agli insegnanti, agli imprenditori, agli artigiani, ai commercianti; lo si vada a dire agli operai, ai disoccupati che con dignità non infoltiscono il codazzo dei potenti, agli studenti, alle casalinghe; lo si vada a dire a quel piccolo esercito di giovani che ha lavorato gomito a gomito con Tutolo in una campagna elettorale epocale che ha spiazzato tutti; lo si vada a dire a ognuno di quei dodicimiladodici cittadini che hanno espresso un voto di opinione - cioè libero - sbattendo la porta in faccia a facce che è preferibile dimenticare. Lo si vada a dire a tutta questa gente, miserabile.
Non dovrebbe essere difficile se si è capaci di dimenticare i tanti torti fatti alla Città.