Forse è una proposta provocatoria, che muove all'inverso rispetto alla direzione sancita dai crismi di una coscienza realmente ambientalista, ma, avessi la possibilità, farei rimuovere gli alberi che, ormai da decenni, impediscono la vista della fortezza svevo-angioina dal lato in cui è stata realizzata la passerella che da qualche anno permette l'accesso al monumento. Tra l'altro, il lato di cui stiamo parlando è anche quello che è stato restaurato di recente, per cui, rimuovendo quella cortina di pini, il colpo d'occhio sarebbe decisamente ad effetto soprattutto per i turisti. Le condizioni attuali tengono sacrificata una delle testimonianze, forse la più importante, del valore del nostro passato. Sono in molti a pensarla a questo modo e la cosa ha trovato conferma anche nell'opinione dei forestieri attratti dal mito di Federico II con i quali ho avuto modo di scambiare qualche battuta sul nostro patrimonio storico architettonico, che non ha eguali in tutta la provincia; del resto, Lucera è unanimemente riconosciuta come la capitale culturale della Capitanata. Altro particolare da considerare è il non perfetto stato di salute di quegli alberi: molti sono secchi per via dei tanti incendi che, nel corso degli ultimi anni, non hanno date pace alla vegetazione della collina su cui si erge, da quasi otto secoli, la fortezza. E non parliamo della presenza dell'immondizia che, purtroppo, nella zona sembra un male inestirpabile. Si parla della riqualificazione di molti punti della nostra città, delle periferie da rendere più vivibili, della valorizzazione dei monumenti, dei lavori che dovrebbero riguardare piazza Padre Angelo Cuomo, lo hanno chiesto anche i membri del costituendo comitato di quartiere di Porta Croce, proprio perchè l'area è connessa alla fortezza svevo-angioina e non può rimanere nelle attuali condizioni, perciò se si avviasse, finalmente, una simile operazione, credo che la stessa dovrebbe contemplare anche la rimozione di quegli alberi, perchè quelle mura possenti, quelle torri che oggi difendono la nostra storia devono potersi offrire, in modo totale, allo stupore di chi visita la città e dei residenti. Lo stesso intervento dovrebbe riguardare l'arco di Porta Foggia, semi nascosto, ormai da salici piangenti piantumati anni fa. Gli alberi vanno piantati, il nostro territorio ne ha tanto bisogno, ma non nei posti in cui costituiscono, crescendo, un impedimento alla fruizione estetica dei monumenti e delle bellezze architettoniche di cui, per fortuna, Lucera è ricca.
V.B.