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Piazza pulita a Lucera, come la pensa Bilancia (Udc)
 

Da Carmine Bilancia (Udc), riceviamo e pubblichiamo una riflessione sul momento politico che vive Lucera, in vista delle elezioni amministrative del 2014. 

Gentili direttori,
ho deciso di mandarvi questo mio comunicato che vuole essere una mia riflessione rispetto alla situazione politica che la nostra città sta vivendo in vista delle elezioni amministrative della primavera prossima.
Ho deciso di farlo all’indomani di una manifestazione politica, di una bella manifestazione politica, tenuta dalla prima coalizione che ha ufficializzato la propria partecipazione alle prossime elezioni. E lo sto facendo mentre ascolto le parole degli interventi della serata, di persone che conosco e che stimo.
Sono persino d’accordo sul tema della manifestazione: ”facciamo piazza pulita”, ma tuttavia ho dei dubbi rispetto al metodo aggressivo, poco propositivo e troppo generalizzante con cui si attaccano tutti senza fare il nome di nessuno, con cui si vuole colpire qualcuno sparando però in aria e soprattutto ho dei dubbi quando sento parlare simpaticamente in un certo modo di problemi, di proteste, di pulizia come unica risoluzione, anche se in parte posso essere d’accordo.
Non sono assolutamente d’accordo con chi ha deciso, o per lo meno auspica che debbano scomparire i partiti, i simboli, che fanno parte della nostra storia, del nostro presente, e sicuramente esisteranno sempre e comunque, magari con nomi diversi e speriamo, con persone diverse.
Ebbene da sempre i partiti sono stati quel contenitore politico, culturale, tal volta criminale, dove c’è sempre stato posto per chiunque volesse esprimere la propria opinione, dare il proprio contributo e, perché no, mettersi in gioco in prima persona. E’ vero ultimamente non è più così.
Allora vengo al punto che ritengo essenziale affinché si possa tornare o quanto meno auspicare a quel cambiamento di cui oggi Lucera e la società in generale necessita: fare politica attiva, ma farla nei partiti, invaderli di persone perbene, nuove, portatrici di interessi comuni e non personali, e dove, perché no, perseguire ambizioni legittime, quale possa essere l’ambizione di diventare consigliere comunale, piuttosto che sindaco, piuttosto che consigliere regionale o parlamentare della Repubblica Italiana.
E’ vero, in un certo senso bisogna fare piazza pulita, ma bisogna farla, laddove sia necessario, nei partiti, ma certamente non mettendo alla porta le persone che sino ad oggi vi hanno militato o attraverso le quali partiti hanno amministrato o governato, ma facendo in modo che sia il nuovo ad avanzare, ad occupare spazi nelle liste ed a candidarsi ad amministrare, insieme magari a chi lo ha già fatto in maniera trasparente, magari opponendosi a sistemi consolidati di persone che da anni, talvolta a destra o a sinistra, hanno occupato uno scranno a palazzo di città.
L’UDC ha deciso di cercare di concretizzare questa ipotesi, e dal nostro interno siamo riusciti a concepire questo progetto con cui cercheremo di presentarci, in maniera parzialmente rinnovata all’elettorato, in vista delle prossime elezioni amministrative.
Dico parzialmente rinnovata, perché saremo orgogliosi di ripresentare persone che oggi rappresentano il nostro partito in consiglio comunale, e lo stanno facendo con serietà, dignità, scevri da interessi personali e che non si sono piegate alla tentazione della poltrona al costo di dare il proprio assenso all’amministrazione uscente, sul cui operato è legittimo più di qualche biasimo.
Chi ha fatto una cosa del genere, ha dovuto prima allontanarsi dal nostro partito.
Allora mi chiedo e chiedo a chi vuole fare piazza pulita: perché fare piazza pulita di persone come ad esempio Luigi de Vicariis, piuttosto che Pietro Sciocia, Aurelio Ruggiero, ed altri che hanno dimostrato di fare politica nella massima trasparenza e serietà?
Insieme a persone come loro, aggiungendone altre dalle stesse caratteristiche morali, culturali e politiche, ma soprattutto facendolo sotto un simbolo a cui si crede, a cui ci si sente legati ed obbligati a fare piazza pulita, bisogna costruire quel progetto di cambiamento di cui da anni c’è bisogno, e che io da qui in avanti chiamerò progetto di miglioramento. Ebbene miglioramento non è solo per quanto riguarda le persone, ma soprattutto per quanto riguarda il modo di fare politica, di farla nell’interesse della collettività.
Io personalmente chiederò pubblicamente ad alcuni di farsi da parte e di dare ad altri la possibilità di fare un’esperienza amministrativa che possa segnare il cambiamento di rotta rispetto ad una situazione che sta diventando sempre più compromettente per una città come la nostra, che ha segnato anni di crescita e di benessere ormai troppo remoti rispetto alla pesante situazione che viviamo oggi. Assodato che è sempre l’elettore a decidere.

Piazza pulita non significa che chi in passato ha amministrato in maniera onesta non possa tornarlo a fare da oggi, atteso che, mi contraddistingue la buona fede anche nei confronti di chi sta amministrando oggi, anche se qualcosa di diverso lo avrei fatto.
La situazione è difficile ed è difficile anche amministrare in questa situazione, quindi non voglio demonizzare nessuno; vorrei solo tentare di dare un’amministrazione diversa a questa città, di costruire una nuova classe dirigente, magari migliore e di metterla subito a lavoro.
Non si può più fare politica per spartire presidenze di enti, consigli di amministrazione ecc. ecc.
Dobbiamo fare politica, ripeto, per dare alla nostra città una classe dirigente che sia capace di affrontare al meglio le sfide di fronte alle quali la difficilissima situazione economica e sociale che stiamo vivendo ci pone.
Dobbiamo unirci nei partiti, ricavarci degli spazi e soprattutto riuscire ad incastrare candidature a tutti i livelli, per questo dobbiamo farlo dall’interno.
Questo è il senso che io do al motto “facciamo piazza pulita”.

Noi dell’UDC abbiamo iniziato questo processo, stiamo lavorando a questo progetto, e lo stiamo facendo dialogando con tutte quelle persone, o quelle forze politiche che la pensano come noi.
Presto presenteremo alla città il nostro progetto, i nostri uomini, un candidato sindaco motivato, culturalmente e politicamente capace, ma soprattutto affiancato da una squadra di uomini di cui ci si può fidare. E’ chiaro che per concretizzare un progetto del genere, qualche piccolo mal di pancia da parte di qualcuno debba anche passare, ma è altrettanto chiaro che alla base del progetto ci sarà un programma, fatto di poche cose ma essenziali, e soprattutto un programma che non debba contenere solo la parola “cambiamento”, ma soprattutto la parola MIGLIORAMENTO.
Dobbiamo sforzarci di essere nuovi, ma soprattutto migliori!
Non sarà facile, ma per il nostro bene e per quello dei nostri figli, dobbiamo assolutamente riuscirci.
Carmine Bilancia



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