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Nuova diga, fatti non parole
 

"Su Piano dei Limiti restiamo in attesa che dalle parole si passi ai fatti, ma se le buoni intenzioni non si tradurranno in risultati positivi per la nostra comunità la nuova diga non vedrà mai la luce". Con queste parole, il sindaco di Celenza Valfortore, Francesco Santoro, ha commentato l’esito dell’incontro svoltosi a Bari sulla possibilità di realizzare un altro invaso a valle di quello di Occhito. I tre comuni pugliesi interessati dalla realizzazione dell’invaso - Celenza, Carlantino e Casalnuovo Monterotaro - hanno voluto sottolineare che le loro richieste non rappresentano un ricatto ma sono misure a compensazione di ciò che è già stato loro sottratto con la diga di Occhito e di quanto verrebbe tolto in futuro a causa della costruzione di Piano dei Limiti. Santoro si è detto d’accordo con la decisione presa dalla Regione Puglia di commissionare alla Camera di Commercio di Foggia uno studio specifico sull’analisi socio-economica dei tre comuni. All’ente foggiano di via Dante verranno forniti dati tecnici dal Consorzio di Bonifica ed economici e sociali dai tre comuni dei Monti Dauni settentrionali. L’assessore ai Lavori pubblici della regione Puglia, Onofrio Introna, presente al vertice, ha riconosciuto che la zona interessata è già carente sia a livello economico che dal punto di vista del dissesto idrogeologico. "Siamo solidali con la Capitanata perché comprendiamo l’emergenza idrica – ha dichiarato Santoro – per questo non siamo mai stati contrari per principio alla realizzazione della diga. Ma – ha avvertito il primo cittadino – non possono sacrificarsi sempre le stesse comunità per il benessere altrui. Se lo studio della Camera di Commercio darà risposte certe e in tempi brevi allora saremo felici di dare il nostro via libera altrimenti ci opporremo con forza a quella che si caratterizzerebbe come una nuova ingiustizia".

LA DIGA DI PIANO DEI LIMITI

La diga di Piano dei Limiti prevede un investimento di oltre 200 milioni di euro. Si estenderà a valle dell’invaso di Occhito, occupando uno spazio pari a 517 ettari, 224 molisani (218 ettari Colletorto e 6 San Giuliano di Puglia) e 293 pugliesi (210 ettari Casalnuovo, 74 Carlantino e 9 Celenza Valfortore). La diga "Piano dei Limiti", progettata dal Consorzio di bonifica della Capitanata di Foggia, ha ottenuto uno stanziamento dal Ministero delle Politiche Agricole di circa 118 milioni di euro, altri 12 milioni saranno messi a disposizione dalla Regione Puglia, mentre 7 milioni di euro saranno necessari per le spese inerenti gli espropri. Il nuovo lago artificiale avrà una capacità di circa 40 milioni di metri cubi. Per la costruzione della diga di Occhito, negli anni ’60, furono sottratti i terreni coltivati più fertili alla stessa area interessata dal nuovo progetto. Il danno di quella sottrazione, nel tempo, è stato di gran lunga superiore agli indennizzi assicurati ai coltivatori della zona. Fatalmente, la seconda diga sottrarrà altro spazio e terra alle aziende agricole della zona. Il rimboschimento dell’area circostante l’invaso di Occhito, realizzato essenzialmente con pini e cipressi, ha prodotto un grosso decremento della pastorizia e della fauna stanziale. Palesi le negative trasformazioni delle condizioni climatiche, poiché da un clima freddo ed asciutto si è passati ad un clima umido, come è stato dimostrato dallo studio socio-economico "Dalfino-Gualdi-Rotella" commissionato dalla ex Casmez nel 1977. Con un secondo invaso si rischia di "rubare" alla Pianura Padana il primato delle nebbie e dell’ umidità. Anche il patrimonio archeologico risulta notevolmente danneggiato così come risulta dai numerosi ritrovamenti e testimonianze archeologiche della civiltà romana e del periodo medioevale.



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Francesco Santoro, sindaco di Celenza
La diga di Occhito