Il Consiglio comunale nella seduta pomeridiana (seconda convocazione) di giovedì 24 ottobre ha deliberato di dotarsi del cosiddetto naso elettronico, l'apparecchiatura che, monitorando costantemente l'aria, individuerà la natura e l'origine della puzza che degrada la qualità della vita a Lucera, Foggia e altre zone del territorio provinciale, ormai da anni, suscitando il risentimento e la protesta di migliaia di cittadini che, d'estate, sono costretti a tenere chiuse porte e finestre.
Il naso elettronico, per questa incredibile vicenda, fu utilizzato già dalla ditta lombarda che in passato, per un periodo comunque breve, fu incaricata dal Comune di Lucera di sondare l'aria e redigere una relazione finale. In quel documento, come è stato ricordato in aula dal funzionario del Comune Franco Pellegrino, si citano alcuni episodi di emissioni odorigene di una certa intensità, tra cui quelle della Bioecoagrim, sita in contrada Ripatetta a Lucera e, ultimamente, finita nel mirino dell'Arpa.
L'argomento è giunto in Consiglio comunale su richiesta di sei consiglieri e ha confermato di essere materia per la quale più di un rappresentante della massima Assise cittadina, fuori e dentro l'aula, viene colto da balbettamenti, contraddizioni e amnesie.
Ad ogni modo, il sindaco, Pasquale Dotoli, ha detto che, il naso elettronico, il Comune lo donerà all'Arpa, ente pubblico, in modo da rendere ufficiali, e non di parte, i dati che scaturiranno dalla nuova indagine.
Durante la discussione, la Lista Tutolo ha citato il caso del comune lombardo di Maniago, dove una situazione molto simile a quella con cui è costretta a fare i conti la nostra comunità sarebbe stata affrontata con serenità e diffuso spirito di collaborazione tra le parti. Infatti, l'azienda indicata come responsabile di emissioni maleodoranti si sarebbe detta convintamente disposta a proprie spese al posizionamento di un naso elettronico, dimostrazione concreta della volontà di instaurare un rapporto chiaro e sereno col territorio.