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Rifiuti, Labbate bacchetta Tutolo. Che, però, sfida l'ex sindaco in piazza
 

La Lista Tutolo promuove, in questi giorni, una petizione da abbinare ad un esposto alla Corte dei Conti di Bari in merito alla vicenda della raccolta e conferimento in discarica dei rifiuti cittadini. L'iniziativa è presentata anche attraverso la diffusione di un volantino sul quale Antonio Tutolo scrive di ritenere che l'Ente di Corso Garibaldi - e quindi i cittadini - sia stato chiamato a pagare somme non dovute per estensioni del servizio già previste nel contratto originario. E chiama in causa Giuseppe Labbate, sindaco nel 2005, quando la storia è cominciata. Labbate ha inteso rispondere a Tutolo attraverso una lettera aperta inviata ad alcune testate giornalistiche (non a noi), rappresentando le sue motivazioni. Sulle quali, Tutolo, non è d'accordo, e spiega la sua versione dei fatti rivolgendosi all'ex Primo cittadino del centrodestra, a sua volta, con la lettera aperta di seguito riportata.   

Gentilissimo dott. Labbate,

Accolgo con viva soddisfazione la Sua replica al contenuto del volantino che stiamo distribuendo in questi giorni, poiché mi offre la possibilità di approfondire meglio alcuni aspetti, ma soprattutto di chiarirli, in quanto la confusione e l’approssimazione regnano sovrane nel Suo scritto inviato ad alcune testate giornalistiche locali. Innanzitutto, debbo constatare che Lei confonde (volutamente) la proroga del servizio con il rinnovo, che sono due cose ben diverse. La proroga (della scadenza contrattuale) prolunga la durata del contratto, mentre il rinnovo costituisce un vero e proprio nuovo contratto. Quindi la proroga del servizio è necessariamente caratterizzata dalle medesime condizioni contrattuali, mentre il rinnovo può prevedere anche condizioni differenti (è questo il nostro caso) ed eventualmente richiamarne anche alcune dal precedente contratto. Per evitare di parlare a vanvera, Le allego il frontespizio del contratto stipulato innanzi al Notaio Cassano di San Severo (foto 1).

Lo vede, dr. Labbate? C’è scritto "RINNOVO". Spero che a questo punto il concetto Le sia ben chiaro, anche se sono certo che Le è stato sempre chiaro. Fin troppo chiaro!

Evidentemente Lei questo contratto non l’ha mai letto, o, se lo ha fatto, era un po’ distratto, tanto che sostiene nella Sua replica:

"Orbene, è giusto precisare a coloro che fanno troppo veloci ed improvvisati commenti sugli atti amministrativi che l’Ing. Cinquia, con la la determina di rinnovo, andava a prorogare servizi già esistenti, dimenticando, purtroppo le nuove esigenze della città per la presenza di nuove zone urbane. Per cui la giunta municipale, presieduta dal sottoscritto, fu costretta alla estensione successiva, posto che "quei palazzi" non erano inseriti nella proroga, voluta solo dall’Ing.Cinquia.
Così è se vi pare!"

La Sua dotta citazione pirandelliana certamente si sposa al Suo stile nell’affrontare la discussione: confondere le acque, tanto che alla fine non si capisca più dov’è la verità. Ma qui si parla di atti amministrativi, quindi la realtà è tutt’altro che inconoscibile, ma è lì, cristallizzata nei documenti. E’ necessario, tuttavia, che prima di scrivere "veloci ed improvvisati commenti" bisognerebbe almeno leggerseli i documenti, disponendo di una sufficiente padronanza della lingua in cui sono scritti. Per nostra fortuna tali documenti sono scritti in italiano, ed anche se il mio livello culturale non è minimamente paragonabile al Suo, credo di poter affermare di essere in grado di comprenderne i contenuti.

Quindi abbiamo chiarito, con buona pace del relativismo pirandelliano, che si tratta di un RINNOVO contrattuale e non di una "proroga". Pertanto prendiamo il NUOVO contratto e vediamo cosa c’è scritto all’art. 2, lettera b (foto 2):

"locali e luoghi adibiti ad uso di civile abitazione COMUNQUE PRESENTI su tutte le aree comprese nella perimetrazione urbana". Abbiamo accertato che gli edifici per i quali Lei ha previsto l’estensione del servizio erano già presenti alla data di stipula del contratto di rinnovo, e non solo erano "comunque presenti" ma addirittura già abitabili e abitati.

La Sua Deliberazione di Giunta Municipale n. 236 del 12 luglio 2005 richiama il contratto di RINNOVO appena stipulato tra "il Comune di Lucera e la Tecneco Servizi Generali s.r.l.".

Lei oggi ammette che era a conoscenza del parere del Segretario Generale, il quale (giustamente) riteneva illegittimo il rinnovo contrattuale. Ma anche questa volta deve esserle venuto in mente Pirandello, e, piuttosto che attivarsi per annullare il contratto in questione nei modi e termini previsti dalla Legge, ha ritenuto di prevedere un’estensione del servizio dopo appena ventidue giorni dalla stipula del medesimo contratto. Relegando i suoi conflitti con l’ing. Cinquia a mere beghe di natura personale, ricorrendo alla magistratura.

Nella deliberazione della Sua Giunta si sostiene che nella zona di "Lucera 3" non era garantito il servizio di igiene urbana (raccolta, spazzamento, ecc.), pertanto necessitava un’estensione di detto servizio. Da nessuna parte si legge un qualsivoglia riferimento a presunte "dimenticanze" dell’ing. Cinquia, anche perché se Lei avesse letto l’art.2 – lettera "b" del contratto avrebbe dovuto operare in ben altro modo, e cioè attivarsi affinché i dirigenti preposti si accertassero del rispetto delle norme contrattuali da parte della Ditta appaltatrice. A meno che, naturalmente, i nuovi edifici e quartieri non fossero spuntati come funghi in quei ventidue giorni. Questa ipotesi è però smentita, oltre che dal buon senso, anche da precisi riscontri documentali (concessioni edilizie, aerofotogrammetrie, accatastamenti, certificati di abitabilità, ecc.). No, Lei, caro ex Sindaco, non ha minimamente pensato a tutelare gli interessi della collettività e ha disposto un’estensione contrattuale, scaricando i costi sulle tasche dei cittadini.

Sono i documenti a dirlo, non io, e siccome li mostreremo domenica sera a tutti, se vuole potrà venire in piazza Duomo a smentirli, sarà nostro ospite e potrà commentare insieme a noi altri documenti e filmati di questa vicenda che costa tanto ai cittadini di questa città.

Lei mi accusa (?) di essere "incapace di gestire cose proprie". E’ vero, ha ragione, la mia auto è sporca e dovrei decidermi a dare una sistemata ai locali in Via Bovio, dove non svolgo più la mia attività lavorativa. Non so però quanto di tutto ciò possa interessare al cittadino contribuente, che forse chiede ad un amministratore di essere capace di gestire la cosa pubblica, garantendo il funzionamento dei servizi, il rispetto dei contratti con la Pubblica Amministrazione e la minore imposizione fiscale possibile.

Vede, dott. Labbate, quando mi sono reso conto che la politica (a tutti i livelli) è occupata in gran parte da predatori rapaci, affaristi e professionisti delle clientele, quando ho realizzato che una intera comunità è depredata finanche della speranza di un futuro migliore, quando ho visto che certa gentaglia non ha limiti nel suo agire politico criminale, ho deciso che era ora di ribellarsi. L’ho fatto in maniera democratica, proponendomi come attore politico in alternativa al passato.

Eh, sì dott. Labbate, nascono ancora stronzi innamorati della politica, quella vera.

Romantici cretini idealisti che si emozionano per poco e si indignano e si ribellano quando l’arroganza e la prepotenza dilagano, si nasce così e io, purtroppo per lei e suoi amici, "lo nacqui".

Se lo ricordi dott. Labbate, semmai avrò la fiducia di questa città, lei e quelli come lei dovranno abbandonare per sempre la politica, perché le politiche che metteremo in campo evidenzieranno al massimo la vostra inettitudine, ed apparirete per quello che siete stati: solo una triste pagina per questa città.

Lei parla di "assenza di progettualità efficaci da proporre alla maggioranza di turno relegati, come sono, al ruolo di oppositori di minoranza". Beh, certo, Lei è uno di quelli che vuole vendere i terreni di proprietà comunale (per farci che?), noi invece vogliamo tenerli per cercare di dare un’opportunità di lavoro ai disoccupati sviluppando una filiera corta agroalimentare. Noi chiediamo di togliere i terreni comunali a chi non vive di agricoltura per affidarli a chi oggi non ha lavoro.

Vogliamo renderne una parte edificabile per costruire un eco-quartiere, mentre con i proventi della vendita dei lotti vorremmo avviare le imprese di giovani disoccupati sui rimanenti suoli, dotandoli di servizi come i pozzi, o infrastrutture quali ad esempio le serre e costruire un piccolo parco eolico di proprietà comunale per azzerare la salata bolletta energetica del comune, liberando preziose risorse da investire in opportunità per la collettività.
La sua politica urbanistica è fatta invece di oscure varianti. A proposito, un giorno vorrà spiegarci come mai, per una semplice condanna a ritipizzare dei suoli, lei (insieme a 10 valorosi consiglieri) ha preso una cubatura del valore di oltre 20 milioni di euro di proprietà di tutti i cittadini e l’ha elargita ad un solo imprenditore? Quale alta politica si nascondeva in tale operazione? E quale "efficace progettualità" era insita nella nomina del Prof. Tortorici quale consulente di parte del Comune nella famosa "vicenda Sacco"? E per il turismo? Lei, dott. Labbate, in vacanza ci ha mandato le pecore, se lo ricorda? Una vicenda che ha dell’incredibile e per la quale il comune ha un contenzioso da centinaia di migliaia di euro. E che dire del polo tessile o del tentativo di esternalizzare i servizi turistici affidandoli a una cooperativa domiciliata in casa di un suo assessore. Ha mai provato vergogna per come ha tradito la fiducia concessaLe dai cittadini che l’hanno eletta? Questa è stata la sua politica dott. Labbate. Lei rivendica "apprezzamenti a iosa" per la sua attività politica. Ci credo, non ho dubbi sul fatto che alcuni personaggi le debbano molto. E anche le pecore, in fondo.

Semmai avremo l’onore di governare questa città, dott. Labbate, ci impegneremo per cancellare le clientele per dare opportunità a chi le merita. Lei e i suoi amici di politica l’avete anestetizzata, noi la risveglieremo e sarete solo un brutto ricordo.

Lei sollecita "l’intervento ed il contributo di tutte le forze capaci della città, attraverso un corale "rimbocchiamoci le maniche", No, dott. Labbate, rimetta la giacca, per dare un utile contributo a migliorare le condizioni di questa città, Lei può fare una sola cosa: prendere il primo treno che passa e andarsene il più lontano possibile. Un treno con una dozzina di posti dovrebbe bastare a ridare una speranza a questa città.

Lei e quelli come lei dovreste per decenza lasciare in pace questa città, sono decenni che la mortificate. Basta!!!!

Potrei continuare a lungo ma non ne ho voglia, né Lei merita il mio prezioso tempo. Devo spenderlo per racimolare qualche soldino per tranquillizzarLa sullo stato delle mie finanze. Non voglio annoiarla oltre elencandole le nostre proposte, puntualmente inascoltate, pertanto la invito, per Domenica prossima, a venire in Piazza Duomo dove saremmo tutti felici di ascoltare quanto ha da dire su questa vicenda.

Non Cordiali saluti.

Antonio Tutolo



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Antonio Tutolo durante un comizio
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