Gaetano Cappelli presenta il suo ultimo romanzo a Lucera. All'Hotel Palace incontro-intervista con l'autore della "Storia controversa..."
In una cartolina di sinuose colline del nostro Sud, tra campi di grano ondeggianti di favonio e papaveri rossi a puntinare lo spazio, non sarebbe inusuale intravvederlo, con il ciuffo al vento e gli occhiali d'acetato bianco, a bordo di una vecchia Citroen DS Pallas, a percorrere d'ingiustificata ma piacevole furia un'ariosa strada semideserta, come il suo sorriso appena abbozzato e il pensiero oltre la prossima curva. E non sarebbe fuori luogo se questo tipo alla guida si chiamasse, che ne so, Gaetano Cappelli.
Originale e ricercato, eccentrico ma sobrio, Cappelli è un potentino di 53 anni, scrittore di costume e critico musicale, romanziere tra i più dotati nello scenario dell'Italia di oggi, tanto da meritarsi l'ingombrante appellativo de "il Philip Roth italiano" da Antonio D'Orrico (http://www.marsilioeditori.it/rassegna/mag075319244.pdf), critico illustre e tutt'altro che leggero nei giudizi.
Nel 2007, dopo otto romanzi di rilevante successo (impossibile non citare almeno "Parenti lontani" del 2000 e "Il primo" del 2005), Cappelli esce con "Storia controversa dell'inarrestabile fortuna del vino Aglianico nel mondo" (editore Marsilio), un titolo lungo e ubriacante per una commedia di costume "allegra, divertente - come lo stesso autore ha dichiarato in una recente intervista televisiva - un racconto, che inizia un po' peggio di come finisce".
Con una creatività affascinante e colta, un'immaginazione fervida eppur morbida, Cappelli impugna una matita (talvolta con tagli di maschilismo "politicamente scorretto") che disegna una gamma di varia umanità, in cui il lettore saprà scorgere facilmente tratti così familiari da delineare il volto proprio (e quello del prossimo suo), le proprie ambizioni, le proprie frustrazioni, amplificate dalla cassa di risonanza che solo la dimensione provinciale sa ben rappresentare e sintetizzare in stereotipo.
Una prospettiva di osservazione alternatamente globale e provinciale, planetaria e paesana, da cui scaturiscono con disarmante naturalezza interessanti personaggi, apparentemente caricaturali, sopra le righe, eppur veraci e genuini nell'habitat in cui il loro creatore li fa operare, ma anche rappresentativi dell'oggi del nostro paese, rivisto attraverso radici più o meno antiche, che affondano nei movimenti di contestazione degli anni Settanta, ma ancor più ampiamente nelle dinamiche del Novecento italiano ed europeo.
Con una lettura godibile e fluida, Cappelli si rivela ancora una volta un sapiente narratore di storie ed intrecci appassionanti, in cui il lettore viene invitato a percorrere intriganti (e intricati) sentieri narrativi, guidato da un autore che, con la perizia di un cineoperatore di steadycam, s'immerge impietoso e minuzioso tra scenari e personaggi, tra sfondi e dettagli, coinvolgendo e avvolgendo con suoni ed atmosfere, luci ed ombre, essenze e profumi estremamente tangibili e fruibili ai sensi.
All'indomani dell'uscita della "Storia controversa dell'inarrestabile fortuna del vino Aglianico nel mondo", l'associazione di pronto intervento letterario Books Brothers, già nota per la sua fervida opera di rianimazione culturale del territorio dauno, ha organizzato per venerdì, 1° febbraio, alle 18.00 un incontro con l'autore, a Lucera presso l'Hotel Palace (Zona ASI, strada provinciale per Pietra Montecorvino).
L'evento, articolato in chiave di intervista e condotto da Michele Colucci e Luciano Ciavarella, sarà allietato dalla degustazione di vino Aglianico, tassativamente del Vulture, come nelle intenzioni dell'autore di questa controversa storia, ma anche in omaggio alla cultura dei nostri cugini lucani.
(Sergio Proculo)
L'Associazione Books Brothers presenta "Storia controversa dell'inarrestabile fortuna del vino Aglianico nel mondo" di Gaetano Cappelli venerdì, 1° febbraio, alle 18.00 a Lucera presso l'Hotel Palace (Zona ASI, s.p. per Pietra Montecorvino)