Una città sotto choc per questo nuovo fatto di sangue; una comunità che si chiede, allibita, come sia stato possibile che dissidi nati tra condomini abbiano portato ad un epilogo così tragico e sconvolgente. Un'aggressione commessa in piazza San Giacomo quando vivo è il via vai della gente del quartiere che si reca in chiesa per pregare o nei locali attigui per le normali attività della parrocchia e che ha tolto alla vita una giovane madre che attendeva l'uscita della figlia dal catechismo. "Ero stanco di litigare con quella gente", questo ha dichiarato al magistrato inquirente, durante l'interrogatorio, il giovane reo confesso, sul quale grava, ora, la pesante accusa di omicidio volontario. Una storia di vecchia data, che col tempo era passata attraverso tanti episodi con reciproche ripicche e insulti fino alle minacce, da cui non erano esclusi i bambini, sussurra qualcuno bene informato che vive nella zona. L'acredine e la rabbia erano sfociate anche in querele tra le due famiglie che trovavano insopportabile quel loro essere così vicine, quel sentirsi quasi insidiate l'una dall'altra. Poi, ieri sera, dopo gli ultimi accesi confronti provocati da futili motivi, il rancore covato per tanto tempo ha innescato la furia omicida del giovane che ha creduto di affidare alla lama di un coltello da cucina, pare acquistato poco prima, il compito di chiudere, incurante della presenza di testimoni, una vicenda che come un tarlo minava la sua serenità, quella dei suoi congiunti e quella di coloro che piangono, oggi, la perdita di una giovane madre. |