La Shoah. Un testimone, Nedo Fiano
Alle 15:45 dell'11 aprile 1945 Nedo Fiano, prigioniero A 5405 nel Campo di sterminio di Auschwitz, è liberato dalle truppe americane nel Lager di Buchenwald, dove era stato trasferito dai nazisti in fuga. Comincia per l'autore e per molti altri prigionieri un lungo viaggio di ritorno alla libertà e alla vita. Oggi, dopo sessant'anni, questo viaggio non è ancora concluso e dopo anni di trasmissione orale della memoria della Shoah, ha scelto di raccontare per la prima volta in questo libro la sua esperienza.
«Ciò che ha connotato tutta la mia vita è stata la mia deportazione nei campi di sterminio nazisti. Con me ad Auschwitz finì tutta la mia famiglia, vennero sterminati tutti. A diciotto anni sono rimasto orfano e quest’esperienza così devastante ha fatto di me un uomo diverso, un testimone per tutta la vita».
Nedo Fiano, nato il 22 aprile 1925, al momento della promulgazione delle leggi razziali viveva a Firenze. Deportato ad Auschwitz il 16 maggio del 1944 assieme alla sua famiglia (11 persone in tutto), fu l’unico superstite. Fu liberato a Buchenwald, dove le SS in fuga lo avevano trasferito alla fine della guerra. «Il tempo mi ha avvicinato sempre di più alla sventura della nostra famiglia, distrutta dalla notte del tempo - scrive in un'immaginaria lettera alla madre morta -. Dal nostro ultimo abbraccio sulla banchina di Birkenau, poche ore prima che ti uccidessero, sono sceso e salito per molte scale, fra timori e speranze. Nel rumore del mio tempo, ho speso la mia vita come ho potuto, ma il mio pensiero è sempre stato lì, con te, papà e Enzo». Fiano ha raccolto i ricordi della sua famiglia e della sua esperienza nel libro "A 5405, il coraggio di vivere", edito nel 2003. Nel titolo, il numero che porta tatuato sul corpo, segno indelebile nella memoria, quella stessa memoria che si impegna da decenni a trasmettere, in particolare alle giovani generazioni. Ma nel testo appare anche quel "coraggio di vivere" che, tornato nella sua Firenze, riesce a raccogliere per poter costruire una nuova famiglia e per sostenere il doloroso ruolo di testimone della Shoah. Laureatosi all'Università Bocconi, Fiano ha svolto la professione di manager, ha tenuto conferenze e curato diverse pubblicazioni sul tema dell'Olocausto. Consulente di Roberto Benigni nel film "La vita è bella", è intervenuto più volte in tv.Quello di Nedo Fiano appare un messaggio sofferto ma fortemente radicato nel rispetto per la vita, quella vita portata avanti ancora e nonostante tutto, riempita con la ricerca del dialogo e della testimonianza. Una spinta costante, orientata con convinzione al racconto delle pagine drammatiche degli anni bui del nostro passato prossimo, come a dire che se il cuore dell'umanità trasuda lacrime e se la realtà della violenza supera ogni possibile immaginazione, una strada percorribile non è quella della disperazione, ma della irrinunciabile difesa della dignità dell'uomo e della cultura dei popoli.
Nedo Fiano sarà a Lucera, lunedì 4 Febbraio 2008 presso il Teatro Garibaldi, a partire dalle ore 19.00. Il Laboratorio Politico "Sale della Terra" dell’Opera San Giuseppe vuole contribuire alla rievocazione storica della Shoah non solo per ricordare ma soprattutto per riaffermare la centralità assoluta della persona e della sua dignità che lo sterminio violento e inaudito perpetrato durante la seconda guerra mondiale ha cancellato e calpestato così sistematicamente. Al fine di comunicare anche un messaggio positivo che lo stesso libro di Fiano pone alla nostra attenzione, vogliamo gridare insieme a tutti il coraggio della vita che tanti sono chiamati ad esprimere ancora oggi in situazioni drammatiche presenti in varie zone del mondo.
Un ringraziamento si deve alla collaborazione e alla sensibilità dimostrate dall’Amministrazione Comunale nelle persone dell’Assessore alla Cultura, Mario Monaco, e del Sindaco di Lucera, Vincenzo Morlacco che hanno contribuito alla realizzazione dell’incontro-dibattito pubblico.