Il cuore della personale "OFF/ON" di Paolo Lops è l'energia, il movimento, l'evoluzione, la ricerca, la sperimentazione; un fluire continuo e caotico di idee che si rincorrono e si sorpassano e si sostituiscono nella perpetua ricerca del giusto linguaggio.
Partito dal figurativo, Paolo Lops si è poi orientato verso ambientazioni più pop e di ispirazione fumettistica nei soggetti casalinghi dalla concezione giocosa che immagina gli oggetti animarsi quando noi non ci siamo, prendere vita quando non possiamo vederli: ogni oggetto ha una sua forza, una sua energia, che Lops rende esplicita attraverso l'uso delle spine. Oggetti comuni diventano dunque il pretesto per riflettere su alcuni aspetti della società attuale, su alcune tendenze, soprattutto nell'industria alimentare che, agli occhi dell'artista, attraverso le varie sperimentazioni genetiche e i trattamenti industriali, ha reso un po' "meccanici" quelli che prima erano alimenti genuini, veri. Oppure oggetti attraverso i quali vengono denunciati vari scandali finanziari, quindi la gestione economica, sempre del comparto alimentare.
È un mondo vivo, deciso e contrastato quello delle opere di Lops, i suoi personaggi - simpatici perché oggetti comuni che si animano e reagiscono a meccanismi che li vedono protagonisti - offrono al pubblico, negli acrilici uniti a gessetti, gli spunti per riflessioni personali partendo dai pensieri dell'artista, dalle sue considerazioni.
Da sempre orientato all'arte Lops ha frequentato istituto d'arte e l'Accademia di Belle Arti tenendo mostre fuori dalla sua città già mentre era studente, e poi ha realizzato scenografie per la tv, ha avuto esperienze nel design, un negozio di complementi d'arredo, e molto molto altro, insomma un continuo fluire di energia. Perché, come dicevo, l'elemento che caratterizza la concezione di Paolo Lops e il suo atteggiamento nei confronti dell'arte è una grandissima energia: curiosità, voglia di conoscere, sperimentazione, consapevolezza delle scelte attuate, un turbinio di ricerche e prove che lo portano anche a cambiare linguaggio, ma è un cambiamento soltanto apparente perché quella voglia di fare ancora e ancora di più rimane sempre e lo porta a chiedersi come fare, come fare di più, quali idee inseguire e quali invece abbandonare. Un percorso il suo pieno di innovazioni e cambiamenti assieme all'amico Mosè La Cava, compagno di mille viaggi fisici e "concettuali", con il quale ha lavorato spesso. Anche la scelta di "evitare" la galleria è coerente con questa sua idea della sperimentazione: portare l'arte in posti nuovi perché deve essere l'arte ad imporsi alla gente, non la gente ad andarla a cercare nei luoghi preposti. Secondo Lops la galleria uccide un po' l'opera perché la presenta in maniera fredda, non predisponendo al dialogo con l'arte, all'osservazione necessaria invece per far si che il messaggio giunga al suo fruitore. Con lo sviluppo di sempre più nuove e avanzate tecnologie siamo diventati divoratori d'arte, arte in genere, di qualunque tipo, perché abbiamo continuamente a disposizione quello che ci interessa e l'arte, mezzo di comunicazione fondamentale, corre il serio rischio di ridursi a vuota decorazione se non c'è dietro un messaggio.
Accanto ai lavori più giocosi, "OFF/ON" mostra anche le ultime creazioni di Paolo Lops, la serie che vede come protagonisti i mafiosi, degli uomini che condividono un particolare dettaglio: non hanno volto. Li cataloghiamo mafiosi semplicemente perchè hanno tutti gli elementi che richiamano alla memoria l'icona tradizionale che col tempo ci siamo costruiti: l'abito elegante, il fumo, le armi, l'insensata violenza, la spavalderia e il passivo rispetto delle gerarchie interne ma sono senza volto e lo sono perché non sappiamo davvero chi sono. Come sostiene Lops "il male non è identificabile, finchè non succede qualcosa non sappiamo davvero chi è il cattivo".
Dunque anche in questi ultimi lavori l'idea è di fornire un'immagine per evocare però tutto un mondo nascosto, diverso, una dimensione altra su cui riflettere: evidentemente fermarsi all'apparenza non basta, bisogna andare oltre, cercare, scavare, scoprire, proprio come quest'artista fa da anni percorrendo il suo cammino artistico.
Berenice Di Matto
vernissage: sabato 2 febbraio, h 21,30 - Bacco&Perbacco Piazza Duomo 21 Lucera