|
|
| |
 |
|
 |
| Carlantino, il sindaco contro Mongiello |
| |
Nuovo "stop" del sindaco di Carlantino alle trattative sulla nuova diga di Piano dei Limiti. Vito Guerrera torna a criticare l’atteggiamento di Provincia, Regione e Governo. Indice puntato, questa volta, sulle ultime dichiarazioni del foggiano Gianni Mongiello, sottosegretario alle Politiche Agricole, che pochi giorni fa ha dichiarato: "Il negoziato è ad una svolta, dobbiamo appaltare i lavori in primavera", precoccupandosi di rispondere soltanto alle richieste dei due comuni molisani interessati dal progetto (Colletorto e San Giuliano di Puglia), trascurando del tutto le istanze dei tre comuni pugliesi sul cui territorio dovrebbe sorgere il nuovo invaso (Carlantino, Casalnuovo Monterotaro e Celenza Valfortore). "Il comportamento del sottosegretario è davvero assurdo – attacca Guerrera attraverso una nota stampa -. E’ vero che il via libera del Molise è indispensabile per la realizzazione dell’opera, ma è anche vero che senza il nostro assenso la diga non si fa". Il sindaco fa riferimento ai famosi 19 punti che i tre comuni pugliesi hanno presentato alla Provincia di Foggia e ai tavoli tecnici col Governo, 19 richieste di interventi di tipo economico e sociale ai quali, ad oggi, non è stata data alcuna risposta. <Il presidente Vendola – prosegue il sindaco – ha incontrato i sindaci dei due comuni molisani, mentre con noi non c’è stata alcuna riunione. Le nostre richieste giacciono inevase da oltre un anno". Lo scorso luglio, i sindaci di Carlantino, di Celenza Valfortore e di Casalnuovo Monterotaro hanno preso parte al tavolo sulla diga svoltosi al Ministero delle Politiche Agricole a Roma e al quale hanno partecipato, oltre ai sindaci dei comuni interessati dalla realizzazione dell’invaso, il ministro dell’Agricoltura, Paolo de Castro e il suo sottosegretario, Mongiello. In quella sede si era deciso di convocare, prima di settembre (quando, cioè, si doveva predisporre un piano per cominciare a realizzare la struttura) un tavolo presso la sede dell’Assessorato pugliese all’Agricoltura e al quale dovevano partecipare i tre comuni foggiani e Nichi Vendola. La Regione Puglia, nell’occasione, doveva prendere atto delle richieste degli enti locali per accogliere, in parte o completamente, quelle che sono, a parere dello stesso Mongiello, <le esigenze giuste e legittime dei comuni che danno la possibilità di fare un invaso strategico per l’economia e per lo sviluppo di tutto il Meridione>. Sono passati quattro mesi, ma i sindaci non sono stati mai convocati ad alcun tavolo, a differenza dei colleghi molisani. "I tre comuni pugliesi – ha ribadito ancora una volta Guerrera - non hanno dato alcun assenso alla realizzazione della diga. Non solo, se dovessimo scoprire che questo silenzio, questa indifferenza nei nostri confronti, vuole dire che stanno andando avanti senza di noi allora la nostra reazione sarà durissima fino a impedire con ogni mezzo lecito la costruzione della diga". L’ultimo attacco, il sindaco lo riserva al presidente della Provincia di Foggia, Carmine Stallone, reo, a parerete di Guerrera, di aver preso un impegno preciso: studiare le richieste dei tre comuni foggiani. Impegno, purtroppo, mai mantenuto. |
|
 |
 |
 |
|
|
 |
|
|
|
|
|
|
| Vito Guerrera, sindaco di Carlantino |
|
 |
 |
 |
|
 |
|
 |
|