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| Lucera 2013, auguriamoci di vincere la debolezza e di ignorare la delusione |
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Catastrofico, il 2012; e come sarà il nuovo anno? "Sarà peggiore", fa perentorio, un Consigliere comunale al centro di Piazza Duomo, giusto a mezzogiorno di una luminosa domenica mattina in un fine dicembre vagamente primaverile. Sperando che il nostro interlocutore si sbagli, è stato l'anno, il vecchio, che ha disvelato, anche agli occhi dei più scettici, l'attuale condizione della città di Lucera: non ce la passiamo bene. La cronaca degli ultimi dodici mesi ci ricorda che è stato versato ancora sangue e l'azione di magistratura e forze di pubblica sicurezza ha certificato il consolidarsi di fenomeni delinquenziali di stampo mafioso con il coinvolgimento anche di tutori dell'ordine; senza dimenticare le crepe congenite nella maggioranza di centrodestra che hanno anche quest'anno complicato (ma è un eufemismo) l'azione amministrativa. Un assessore, dimettendosi, ha lanciato dure accuse alla tecnostruttura del Comune, e ha definito il governo cittadino non all’altezza del compito affidatogli dai lucerini. Nel contesto provinciale, per non parlare di quello regionale, con buona pace di tutti, navighiamo sul fondo della classifica; siamo decisamente in zona retrocessione e in piena confusione. Le vicende ospedale e tribunale hanno detto, come tutti sappiamo, che Lucera ha bisogno di uscire dal sonno in cui è precipitata a causa di un ceto politico in gran parte gregario di potentati che hanno l'asse principale ben piantato nei propri interessi (non solo politici); di nugoli di persone - classe dirigente o meno - poco affezionate alle sorti della comunità, se non addirittura perse nei languidi ricordi di uno splendore alto borghese passato, che, a sentire qualcuno, rendeva la città più nobile e signorile, nei pensieri e nelle azioni. Ma, guarda caso, si evita di dire sempre quale sia stata la parte e soprattutto quali le colpe che questi presunti numi tutelari della Lucera bene abbiano avuto nel processo disgregativo civile e morale che sembra inarrestabile. Intanto, ora che le ferite bruciano; ora che siamo aggrappati alle promesse di Bari sulle sorti del Lastaria; ora che il tribunale sembra affondare come un titanic nel gorgo di un mare torbido di bugie, guardiamo, in effetti, con paura e inadeguatezza al tempo che verrà e ai nuovi dolori, perché ce ne saranno, ci dicono. Nella Lucera che si porta nel 2013, anche coloro che vogliono generosamente battersi per migliorare le cose - giovani e meno giovani, e ce ne sono - avvertono un senso di debolezza, una forma di delusione che accompagna ogni buon proposito. Allora, abbiamo poco da augurarci, e da augurarvi, se non di trovare, con tutti gli altri, la forza per vincere la debolezza e ignorare la delusione. Auguri. |
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| Fortezza Svevo-angioina, la torre della Regina |
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