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Aumenti Imu e Irpef, la dura risposta della Lista Tutolo al PD
 

Non si è fatta attendere la risposta della Lista Tutolo alle accuse del Pd sulle vicende dell'ultimo Consiglio comunale.  

Facce di bronzo, è l’unico termine con il quale bisogna etichettare i signori del Partito Democratico e il loro segretario cittadino Fabrizio Abate.
In questi giorni, dopo un lungo letargo, hanno diffuso il solito comunicato che ormai rappresenta l’unica forma di attività politica di questo partito.
Tra tante castronerie scritte si accusa la Lista Tutolo di sostenere l’attuale maggioranza, dal che si evidenzia che questi signori, non contenti di avere ampiamente dimostrato negli anni la loro incapacità amministrativa, ci stupiscono manifestando evidenti ed imbarazzanti limiti anche nelle più semplici operazioni aritmetiche.
Il punto all’ordine del giorno con il quale si sono variate le aliquote IMU è stato deliberato con 14 voti favorevoli, 1 astenuto e 6 voti contrari(tra i quali quelli della Lista Tutolo). In prima elementare si insegna che 14 ­+1+6 =21. Tenendo conto che il numero legale per approvare l’ordine del giorno era di 16 presenti, applicando questa semplice regola matematica nel caso di specie, scopriamo che essendoci 21 presenti in consiglio e sottraendo i 3 della lista Tutolo ne restano 18, che sono ben al di sopra del numero legale. Se a questi signori, che aspirano al governo della città,  il concetto risulta ostico, consigliamo vivamente di frequentare qualche doposcuola, con un po’ di sforzo potrebbero farcela. Il discorso che segue è invece un po’ più complicato, ma siamo fiduciosi che coloro che hanno scritto il comunicato, dopo un’attenta riflessione, dovrebbero riuscire ad afferrarlo, anche perché sono fatti che conoscono molto bene.
Infatti, anche in caso di mancanza del numero legale non ci sarebbe stata l’automatica caduta dell’Amministrazione.  L’unico risultato certo sarebbe stato quello di dover riesumare la delibera di vendita dei suoli Ex-ECA per coprire gli ammanchi di bilancio, aggiungendo altri danni alle casse comunali. Evidentemente quella vendita fa gola a molti, anche a chi fa finta di non capire!

Ma veniamo alla parte più interessante del documento. In particolare dove si chiede a chi imputare le responsabilità. Bene, facciamo una breve premessa per i lettori e spieghiamo che la famosa sentenza “Calabria”, una delle cause dell’aumento “Imu” deriva da decreti di occupazione di urgenza emessi in un arco temporale che va dal 1982 al 1988. Come forse molti sapranno i decreti di occupazione d’urgenza devono essere convertiti in decreti definitivi di esproprio nel termine di cinque anni, altrimenti causano un danno per occupazione illegittima.
 In quell’arco temporale, la responsabilità di tali atti era in capo al Sindaco, in quanto ancora non interveniva la legge Bassanini che  la imputò ai dirigenti.
  Pertanto non può addossarsi alla solita perfida “tecnostruttura” la responsabilità di questo danno.
 E chi erano i sindaci che hanno firmato quei decreti e quelli che, nei cinque anni successivi, dovevano trasformarli in decreti definitivi di esproprio, in modo da scongiurare le legittime richieste di risarcimento degli Eredi Calabria? Ebbene, guardiamoli uno per uno:
Decreto n. 14999 del 22 giugno 1982
Decreto n. 2893 del 4 febbraio 1983
Decreto n. 2894 del 4 febbraio 1983
Decreto n. 221649 del 22 settembre 1983
Decreto n. 32019 del 2 dicembre 1986
Decreto del 12 dicembre 1988.
In pratica, nel periodo intercorrente tra il 1983 ed il 1993 i Sindaci allora in carica dovevano chiudere le procedure espropriative. Consultando la lapide posta sulla scalinata di Palazzo Mozzagrugno, che ci ricorda chi ha amministrato questa Città, si evince che costoro erano:
Domenico Albano, Vincenzo Di Siena, Giuseppe Melillo e Antonio Di Matto. Tre di questi quattro personaggi militano oggi tra le fila del Partito Democratico locale e ne sono esponenti di spicco.
Quindi il segretario cittadino del PD dovrebbe guardare all’interno del suo partito per darsi una risposta, quando chiede a chi vadano attribuite le responsabilità  di certe situazioni debitorie a carico del Comune.E che dire della Variante del 1999 (Amministrazione Bonghi) che ha causato e sta ancora producendo danni, fra i quali si ricorda la famigerata “sentenza Capobianco”pagata a caro prezzo dai cittadini. Suggeriamo al segretario del PD di informarsi presso i suoi colleghi a chi debbono attribuirsi le responsabilità per i danni che andremo a pagare nel prossimo Consiglio Comunale per la sentenza Mores(palazzetto dello sport).
 Non avrà  difficoltà  a trovare persone ben informate dei fatti. Chi era il Sindaco dell’epoca? Domenico Bonghi !
E siamo arrivati a quattro Sindaci su cinque riconducibili all’area del PD!
Noi intendiamo andare avanti sulla strada dell’accertamento delle responsabilità, interessando la Procura della Corte dei Conti. Noi, i “dilettanti”, possiamo farlo, voi, i “professionisti” potete?
Comunque sia l’esposto di segnalazione alla Corte dei Conti siamo disposti a firmarlo insieme al segretario cittadino del PD.
Vedremo mai la sua firma su questo documento? O sarebbe come parlare di corda nella casa dell’impiccato?
Infine, egregio segretario, sappiamo bene che da fastidio che la lista Tutolo porti in piazza i documenti che provano i misfatti commessi da anni di malapolitica. Vorreste che i panni sporchi si lavano in famiglia, ma dovete comprendere che la città non è di chi la amministra, ma dei cittadini, ed è a loro che dobbiamo dar conto.
L’epoca del bronzo è finita da un pezzo, siamo nell’era digitale, rassegnatevi!

Leggi anche il comunicato del Pd



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