I'm Mainstream, è il titolo della mostra personale di Mosè La Cava allestita presso Bacco&Perbacco in Piazza Duomo dal 20 ottobre (vernissage alle 21,30) al 18 novembre. Si tratta di un evento a cura di Giuseppe Petrilli
Pensando alle opere di Mosè La Cava mi viene in mente il caos, un caos vivo, un caos che però piano piano si muove fino a che tutte le cose trovano il proprio posto e tutto diventa talmente chiaro e - per quanto mi riguarda - condivisibile che dici "Come avevo fatto a non pensarci?".
Il mondo di Mosè è un mondo vivo, violento, divertente, vivace, che pensa, che critica e soprattutto riflette ed è questo che sono soprattutto le sue opere, uno spunto per la riflessione su tutte quelle cose che si fanno passivamente e sulle quali non si ragiona nemmeno un secondo.
Tra labbra rifatte, tatuaggi di teschi, smartphone all´ultimo grido, tendenza artistica del momento Mosè invita il pubblico ad osservare in modo critico il mondo che ci circonda compreso di social network che diventano antisocial perché, invece di unire e comunicare, chiudono l´individuo in un certo isolamento che rimanda l'incontro reale tra le persone.
Negli acrilici su legno mostra le conseguenze dell´essere di tendenza a tutti i costi così c´è la donna con le labbra siliconate per le quali ha subito diversi interventi e sborsato diverse migliaia di dollari con il risultato di un viso deturpato; il ragazzo che si fotografa con l´iphone ma che si annulla dietro il celebre telefono tanto che non è lui ad essere messo a fuoco, non è lui il soggetto, il soggetto è il telefono; poi c´è il ragazzo che si è tatuato il teschio sul braccio perchè... c´è oggi qualcosa che non sia stato realizzato anche nella declinazione "decoro con teschio"? allora se me lo faccio addosso sono sicuramente il più trendy di tutti! La Cava mette in mostra ed evidenzia le tendenze che tutti accettano e seguono acriticamente senza nemmeno chiedersi il perché, senza domandarsi se quelle cose poi piacciano davvero. La necessità di conformarsi a canoni predefiniti per non sentirsi out, fuori luogo, sbagliati è segno di una certa insicurezza di fondo che spesso limita l'espressione della propria vera personalità, segno dell´omologazione, che sono l'oggetto della denuncia di Mosè.
Correlato a questo c´è poi il concetto Mainstream legato all´aspirazione di essere protagonisti a tutti i costi, una riflessione sulla tendenza della società ad elevare a personaggi - come un tempo poteva esserlo Marilyn Monroe - anche chi non ha alcun talento e che però vive i suoi minuti di celebrità che, purtroppo per noi, sono molti più dei soli 15 che aveva predetto Andy Warhol.
Questo mostrarsi spasmodico, necessario per affermare la propria presenza nel mondo trova espressione negli autoritratti sui bersagli in cui l'oggetto della sua critica è l'atteggiamento che spinge l´individuo comune, anche grazie all'evoluzione delle nuove tecnologie comunicative che permettono grande visibilità, ad atteggiarsi a personalità meritevoli di interesse per una qualche capacità ancora egregiamente tenuta nascosta: non si chiede un talento ma solo la capacità di saper vendere facendo intendere - spesso senza prova alcuna - che queste abilità probabilmente ci siano. Nelle serigrafie, sul bersaglio, c'è lui perché si pone proprio come target di pensieri, critiche, considerazioni, complimenti, osservazioni, lusinghe. Quello che troppo spesso viene scambiato per egocentrismo nelle sue opere è, in realtà, provocazione in cui è l´artista stesso a vestire i panni degli aspetti della società che trova discutibili, quindi lui stesso diventa oggetto, centro della discussione.
Un artista che si dona completamente, che dona anche il sangue come si vede in un´altra opera sempre collegata alla tematica mainstream. Un´artista che riflette ed incita il suo pubblico a farlo anche nei lavori più politici, quelli con le bombe, emblemi di una violenza spesso giustificata da discorsi falsamente ideologici sulla democrazia. Tutta la società attuale è, per Mosè, sul punto di esplodere, tutto così precario ed instabile, niente è così come sembra, c´è sempre qualcosa dietro e bisogna sempre fare i conti con le nuove divinità, che nascono e si affermano ogni giorno: se stessi, il petrolio, il denaro, il potere.
Una critica, la sua, sempre proposta con una certa ironia che alleggerisce l'atmosfera ma non toglie assolutamente serietà all´argomento.
Berenice Di Matto