Sedici consiglieri comunali, di maggioranza e opposizione, contro la famigerata delibera n.235 del 12 settembre 2012 e per la convocazione di Consiglio comunale (richiesta formalizzata in mattinata) che contenga nell'ordine del giorno l'approvazione di un atto di indirizzo agli organi esecutivi per giungere alla revoca di quella delibera. Tutolo, Borrelli, Grasso, Gentile, Di Battista, Forte, Cedola, De Vicaris, Massariello, Ventrella, Piacquadio, Maggi, Pitocco, Barisciani, Vitarelli e De Cesare chiedono, quindi, alla Giunta di rinnegare quel provvedimento e rimettere le cose a posto, cioè sanare un contrasto con la parte dell'opinione pubblica, che non ha esitato a rimarcare gli aspetti intimidatori nei confronti della stampa locale e dei privati cittadini che trattano sui social network i temi legati alla gestione della cosa pubblica. Singolare come alla richiesta si siano uniti anche i rappresentanti della maggioranza: l'uomo della strada, infatti, si chiede se fossero informati di quanto bollisse nella pentola dell'esecutivo (che concorrono a sostenere) insediato a Palazzo Mozzagrugno.
"L'amministratore che ritenga di sentirsi diffamato deve querelare, confidando sulle proprie disponibilità economiche - ci ha detto Antonio Tutolo -. Avendo dalla propria parte avvocati pagati dal Comune, quindi con i soldi dei cittadini, è fin troppo facile procedere tutte le volte che lo si consideri giusto. Questo metterebbe la controparte, che paga i legali di tasca propria, a pensarci bene sulle cose che scrive o dice e che sarebbe, alla fine, inevitabilmente ridotta al silenzio. Su questo punto - ha argomentato il consigliere di opposizione - ravviso l'intento intimidatorio contenuto in quella delibera. Se, poi, destinatario dell'azione legale dovesse essere un componente della minoranza, questi si troverebbe ad essere incompatibile con il suo ruolo, perché coinvolto in un procedimento con il Comune", ha concluso il leader dell'omonima lista civica.
Tutolo torna in Piazza Duomo, domenica 30 settembre alle 20, con un comizio incentrato su vicende amministrative.