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Di Battista precisa
 

Di seguito, un comunicato firmato dall'avvocato Francesco Di Battista, presidente del Comitato di quartiere Porta Croce.

 

In riferimento al comunicato diffuso nei giorni scorsi con il quale si indicava la nascita di un Comitato di cittadini contro il vigente Piano Generale del Traffico Urbano, il sottoscritto avv. Francesco Di Battista, in nome e per conto del Comitato di Quartiere “PORTA CROCE” di cui è presidente, intende fare alcune precisazioni.

Il coinvolgimento del Comitato “Porta Croce” nella vicenda del PGTU è derivato dalla esigenza di tutelare e sostenere alcuni operatori e residenti del quartiere, i quali hanno chiesto un intervento in tal senso; di qui il personale impegno dello scrivente, manifestatosi attraverso la partecipazione a diversi incontri tenutisi con le istituzioni (sindaco, assessori, Polizia Municipale ecc.).

Tra le finalità che il Comitato di Quartiere si propone di perseguire, infatti, vi è quella di preservare e rappresentare i diritti degli abitanti del quartiere e le loro istanze e, dunque, non v’è dubbio che l’opera di tutela e sostegno nei confronti dei propri residenti proseguirà; ma proseguirà esclusivamente nell’ambito delle attività del Comitato di Quartiere “Porta Croce”.

Di conseguenza, è il caso di chiarire e precisare che non vi è, da parte nostra, alcuna partecipazione nell’ambito della direzione e/o gestione di altri organismi, nemmeno in riferimento al neonato comitato denominato “contro questo piano traffico”.

Naturalmente, sarà costante il dialogo ed, eventualmente, la collaborazione con tutti quegli enti ed organismi (comitati, associazioni ecc.) che si troveranno a perseguire obiettivi comuni, come sta già avvenendo, del resto.

La circostanza che il nome del sottoscritto sia comparso, in qualità di rappresentante del Comitato “Porta Croce”, come membro del direttivo del predetto “Comitato contro questo piano traffico”, è evidentemente nient’altro che il frutto di un equivoco, certamente non prodotto da parte nostra.

Precisato questo, è il caso di evidenziare che il Comitato “Porta Croce” non condivide l’attuale situazione della viabilità, soprattutto del quartiere.

Infatti, ed a prescindere dalla situazione di via Mazzini, per la quale il sindaco, dott. Morlacco, ha annunciato da tempo e pubblicamente il ripristino del doppio senso (e ci auguriamo che ciò avvenga presto), altri problemi attanagliano la viabilità del nostro quartiere; come ad esempio via Appennini e viale Castello, che definire letteralmente delle “groviere” è dir poco, piene come sono di vere e proprie voragini.

Più in generale, il nostro Quartiere è difficilmente percorribile, soprattutto in uscita, a causa di tutta una serie di sensi unici che costringono molto spesso ad effettuare delle gimcane paradossali.

In particolare, poi, l’unico modo per raggiungere la zona di Porta Troia è quello di immettersi su via Appennini (molto spesso dopo aver compiuto varie svolte) e quindi su via Bari, con una curva a gomito che può essere compiuta agevolmente forse neanche da un ciclomotore, non certo da una normale autovettura e figuriamoci da alcuni mezzi pesanti.

Insomma, la viabilità del quartiere va, a nostro avviso, rivista e modificata, come del resto già da mesi segnalato all’Amministrazione attraverso degli incontri con la stessa tenutisi.

Quanto, poi, al PGTU, aldilà di quanto disposto dall’art. 36 del Codice della Strada (Comma 4.  I piani di traffico sono finalizzati ad ottenere il miglioramento delle condizioni di circolazione e della sicurezza stradale, la riduzione degli inquinamenti acustico ed atmosferico ed il risparmio energetico, in accordo con gli strumenti urbanistici vigenti e con i piani di trasporto e nel rispetto dei valori ambientali, stabilendo le priorità e i tempi di attuazione degli interventi. Il piano urbano del traffico prevede il ricorso ad adeguati sistemi tecnologici, su base informatica di regolamentazione e controllo del traffico, nonché di verifica del rallentamento della velocità e di dissuasione della sosta, al fine anche di consentire modifiche ai flussi della circolazione stradale che si rendano necessarie in relazione agli obiettivi da perseguire), leggendo l’opuscolo che era stato diffuso nei giorni immediatamente precedenti la sua entrata in vigore, apparivano chiari e più che condivisibili gli obiettivi che ci si proponeva di raggiungere.

In particolare era certamente da apprezzare l’affermazione del dott. Morlacco che alla vigilia fece chiaramente intendere che si trattava comunque di una “sperimentazione”.

Si trattava, in sostanza ed oltre a quanto sancito dal predetto art. 36, di ottenere una migliore “vivibilità”, attraverso una serie di fattori come sicurezza, fluidità nella circolazione, facilità di sosta, particolare attenzione ai percorsi pedonali (soprattutto ad alcune utenze deboli come bambini, anziani e disabili); inoltre, ci si proponeva di porre in essere un intervento sul Centro Storico avente come obiettivi fondamentali quelli di impedire o scoraggiare il traffico di attraversamento, limitare gli ingressi, le penetrazioni e, comunque, di restituire ai cittadini di Lucera il piacere di passeggiare lungo le sue vie.

Il Comitato di Quartiere “Porta Croce” ritiene di poter dire che gli obiettivi prefissati non sono stati raggiunti e che, dunque, questo Piano Traffico va rivisto; e va rivisto completamente e nella sua interezza, il che vuol dire che limitarsi ad apportare soltanto alcune particolari modifiche (così come del resto già annunciate, vedi via Appulo Sannitica o via Veneto) non risolverebbe alcunché, anzi rischierebbero di aggravare, se possibile, la situazione.

Non si può fare a meno di notare come, in effetti, non solo non vi è stato un miglioramento complessivo della circolazione, della sicurezza stradale, dell’inquinamento e del risparmio energetico (obiettivi questi fissati dal Codice della Strada), ma per di più si può affermare con ragionevolezza che la desiderata “vivibilità” è rimasta una chimera.

E quello che preoccupa maggiormente è senza dubbio (oltre al Centro Storico che, tutto è diventato, fuorché una piacevole zona di passeggio, se si eccettuano le già esistenti isole) la situazione dei pedoni, i quali non soltanto hanno notevoli difficoltà negli attraversamenti, ma devono fare i conti anche con un’aria che (soprattutto in certe zone critiche) diventa irrespirabile.

Tale negativa opinione del Comitato di Quartiere “Porta Croce” in merito al PGTU nasce da una attenta analisi ed una meditata riflessione, basata sulla situazione globale del traffico, anche pedonale, in città.

Senza dimenticare, tuttavia, le notevoli lamentate difficoltà economiche di gran parte degli operatori commerciali della circonvallazione, i quali potevano anche essere disposti (a loro dire) ad un “sacrificio”, ma a condizione che il Piano Traffico si fosse dimostrato vantaggioso per l’intera città.

In conclusione, dunque, ritenendo di aver precisato la propria posizione, il Comitato di Quartiere “Porta Croce” auspica un PGTU che, a differenza del presente, possa essere davvero efficace e risolutivo delle problematiche della viabilità esistenti in città; nel frattempo, umilmente ma con convinzione, si è dell’avviso che è il caso di tornare allo status quo ante.

 

 

Il Presidente del Comitato di

Quartiere “PORTA CROCE”

Avv. Francesco Di Battista



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