Era un bel vedere, il serpentone che si è allungato fino in Molise, questa mattina, per l'ennesima manifestazione di protesta contro la Regione Puglia, e non solo per l'emergenza Lastaria. Hanno contato un centinaio di mezzi, gli organizzatori - perchè, a quelli numerati alla partenza da Lucera, si sono aggiunti i ritardatari e i veicoli delle delegazioni dei comuni montani - quando si è letteralmente riempita l'area intorno al luogo stabilito per l'incontro, cioè alcune centinaia di metri oltre il confine regionale, in località Tredici Archi.
Ad attendere i manifestanti, tra cui i sindaci di Pietramontecorvino, Biccari, Volturino, Motta Montecorvino, Celenza, Volturara e San Bartolomeo in Galdo, l'assessore del Comune di Lucera, Bernardi (Dotoli era a Roma per la vicenda Tribunale) e un rappresentante del Comune di San Marco La Catola, personalità di non poca importanza come il presidente della Provincia di Campobasso, con tanto di fascia, De Matteis, e l'assessore regionale agli Enti locali, Chieffo, e il nugolo di inviati delle testate giornalistiche che hanno risposto in massa all'invito lanciato dai promotori. Telecamere, macchine fotografiche e microfoni hanno riportato ampiamente un evento (nulla a che fare con il cosiddetto progetto Moldaunia) che, al di là degli intenti provocatori, serba in seno non poche possibilità di approfondimento per i contatti che sono stati avviati. E, sul palco, al cospetto di una piccola folla, le autorità molisane hanno avuto parole di elogio per l'iniziativa. Parole che aprono strade, tendono mani, chiedono di capire e offrono disponibilità. Il Molise, insomma, lo farebbe un pensiero all'allargamento dei suoi confini verso il comprensorio di Lucera e dei Monti Dauni settentrionali, ma anche a quella fascia di territorio beneventano dove dimora un forte risentimento verso il napolicentrismo. In tempi burrascosi come quelli attuali, segnati da sommovimenti politico-amministrativi, non è male davvero male come soluzione.
Ci sono, ovviamente, iter da seguire, pareri da sentire, passaggi referendari da rispettare, ma tanta è la voglia di reagire e di contare di più. Da quanto appreso, si terranno degli incontri, nei prossimi giorni, a Campobasso per capire quali siano i reali margini dell'intesa.
Dopo le marce a piedi verso Bari e Foggia, anche quella in auto verso il Molise è stata un innegabile e grande successo del movimento che si batte per il Lastaria e i diritti di un intero territorio, quello di Lucera e dei Monti Dauni settentrionali.